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Playlist (in the mood for…) #3

Elisa Fiorucci
Scritto da Elisa Fiorucci

ogni settimana la nostra nuova rubrica Playlist (in the mood for…) vi proporrà venti canzoni.

Il mondo si divide in due categorie.

Quelli per cui la musica è la colonna sonora della propria vita, e quelli per cui la vita sono le cose che succedono tra una canzone e l’altra.

Che apparteniate alla prima o alla seconda di queste categorie, ogni settimana la nostra nuova rubrica Playlist (in the mood for…) vi proporrà venti canzoni.

Per avere il brano perfetto per ogni momento e stato d’animo, per farvi conoscere nuova musica. 
O anche solo per ricordare certi pezzi, chi li ha scritti, e come eravamo noi quando li ascoltavamo per la prima volta.

 

Playlist (in the mood for…covers, prima parte)

1. Chromatics – Ceremony (New Order)

2. Crystal Castles ft. Robert Smith – Not in love (Platinum Blonde)

3. Klaxons It’s not over yet (Grace)

4. Arcade FireThis must be the place (Talking Heads)

5. Bud Spencer Blues Explosion Hey boy hey girl (Chemichal Brothers)

6. Franz Ferdinand – All my friends (LCD Soundsystem)

6. London Grammar – Wrecking ball (Miley Cyrus)

7. Placebo – Running up that hill (Kate Bush)

8. Nada Surf – Enjoy the silence (Depeche Mode)

9. St. Vincent – Mistaken for strangers (The National)

10. The Jimi Hendrix Experience – All along the watchtower (Bob Dylan)

11. Anna Calvi ft. David Byrne – Strange weather (Karen Ann)

12. Johnny Cash – Hurt (Nine Inch Nails)

13. Nouvelle Vague – Heart of glass (Blondie)

14. Aretha Franklin – Rolling in the deep (Adele)

15. Daughter – Get lucky (Daft Punk)

16. Verdena ft. Manuel Agnelli – Across the universe (The Beatles)

17. The Kills – Pale blue eyes (The Velvet Underground)

18. Juliette Lewis – Hardly wait (PJ Harvey)

19. Oasis – My generation (The Who)

20. The Youth Group – Forever young (Alphaville)

Talvolta, nonostante la proverbiale e un po’ presunta povertà del lessico anglosassone, l’inglese ci offre spunti di riflessione. Curiosamente, to cover vuol dire “coprire” ma anche “nascondere”. Nel suo senso originario “fare una cover” per loro voleva dire ricoprirsi o nascondersi sotto qualcosa.
E in effetti è tutto qui il senso delle cover(s).
Ci sono artisti a cui piace vincere facile che si limitano al compitino sperando di brillare di luce riflessa (spesso fallendo miseramente), e ce ne sono altri che invece provano a riproporre il lavoro dei colleghi passando attraverso la mediazione della propria sensibilità musicale.
E’ piuttosto chiaro per chi facciamo il tifo noi.
Ma tutto questo, alla fine, per chiederci: avrà ancora Adele il coraggio di cantare quella canzone dopo aver sentito la versione di Aretha?
Elisa Fiorucci

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