Recensioni

PineAppleMan – Shine

Paolo Pavone
Scritto da Paolo Pavone

PineAppleMan musica e grazia dal sapore internazionale

Hanno cominciato con un folk minimale e sfumato, ora sono tornati con venature più elettriche, con un rock più sporco ma che nasce dalla sorgente cristallina degli esordi: Shine conferma il talento dei PineAppleMan.
La band vicentina di Marco Zordan pubblica il secondo album, 10 tracce in tutto, tessute in una trama stratificata di rock alternative e folk, da cui ne risulta un sound complesso che guarda al panorama indie oltre oceano, senza perdere la sua personale impronta cantautorale.
Il disco si apre con l’evocativa Eyes, lieve e immaginifica, dal sapore anglosassone, che lascia spazio poi alla più corpulenta e vigorosa Mirror, in cui la voce di Zordan si sposa con le sferzate elettriche della chitarra. Light si fa ancora più robusta, mantenendo una superficie elettronica fluida su cui scivolano le note più “hard”. Con Rabbit – che richiama con modulata energia le atmosfere musicali anni ’90 – il ritmo rallenta ma non perde di intensità, e il timbro del frontman si rivela in tutta la sua peculiare profondità, densa e fascinosa. A metà si colloca Shine, dai tratti new wave, che riprende le note arrabbiate dei brani precedenti, seguita da Rubies, malinconica e screziata, dal respiro lieve ma dalla chitarra presente e risoluta.
The Way In The Dark compare come un intermezzo, a spezzare, con la dolcezza di un carillon, la tensione elettrica accumulatasi. We Are Pearls ribadisce il carattere elettrico di un album così mosso e ondulato nei suoni e nelle parole: è il racconto di pieni e di vuoti, di luci e di ombre, di storie vissute, e della bellezza, quella racchiusa nell’immagine di un bimbo o nel silenzio di un inverno. A concludere il disco Life Goes On e Things To Do, più siderali e adombrate, che riprendono le atmosfere iniziali.
Accompagnano Marco Zordan (parole, voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, piano), Marco Quaresimin (chitarra elettrica, cori), Andrea Toldo (batteria), Roberto Barumerli (basso, sintetizzatore) Anna Cavedon (tastiere e cori) e Paolo Piovesan (cori addizionali e sintetizzatori).
Suggestivi e immediati – quanto il loro nome – i PinAppleMan non ci lasciano che attendere, con rinnovata fiducia, i prossimi lavori: nel frattempo non resta che abbandonarsi al viaggio, lungo panorami reali e sognanti, con quel brivido sulla pelle che solo certa musica regala, e che ha l’aspetto delle “lacrime che evaporano”.

About the author

Paolo Pavone

Paolo Pavone

Paolo Pavone, nasce in Italia, sparisce nel Regno Unito, ritorna - suo malgrado - per parlare e scrivere di musica.
Ama i libri, la Grecia, Zorba e il rebetiko. Non ama le altezze, le bassezze, l'incoerenza e scrivere biografie :)

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