Un Festival all’insegna del Cambiamento
Ironia tagliente, pensiero critico e una buona dose di provocazione: questi sono gli ingredienti principali dello spettacolo “Picchiamoci!”, scritto e interpretato da Arianna Porcelli Safonov, approdato con grande successo alla XXII edizione del Festival d’Autunno. La kermesse, diretta da Antonietta Santacroce e ispirata al tema “CambiaMenti. Linguaggi senza tempo”, si conferma come uno spazio privilegiato per esplorare le molteplici sfumature del mondo femminile, mettendo in scena opere capaci di stimolare la riflessione e promuovere un dibattito sulle dinamiche di genere.
Dopo produzioni di successo come Carmen Jazz Fantasy e Materiale per Medea, il Festival continua a proporre progetti innovativi e sui generis, con un equilibrio perfetto tra intrattenimento e approfondimento culturale, mostrando una sensibilità rara verso le questioni contemporanee e i linguaggi performativi che raccontano la complessità del femminile.
Un Legame Forte con il Museo Marca
L’appuntamento del 26 ottobre, ospitato negli spazi del Museo Marca di Catanzaro, ha segnato un momento importante di collaborazione tra la rassegna culturale e l’istituzione museale. Come ha sottolineato il presidente della Provincia, Mario Amedeo Mormile, eventi come questo rappresentano “un lento ma costante processo di rilancio di questo luogo culturale”, sottolineando il ruolo centrale della cultura nella valorizzazione del territorio e nell’affermazione dell’identità locale.
La scelta del museo come sede dello spettacolo non è casuale: la convivenza tra arte visiva e performativa crea un dialogo ideale, offrendo al pubblico un’esperienza più completa e immersiva, in cui parola, gesto e riflessione si intrecciano in modo armonioso.
Un Monologo Dissacrante e Riflessivo
Con “Picchiamoci!”, Arianna Porcelli Safonov porta in scena una conversazione libera, dissacrante e travolgente, che travalica i confini della stand-up comedy tradizionale. Il monologo, serrato e ricco di colpi di scena verbali, decostruisce convinzioni radicate e sovverte posizioni consolidate, invitando il pubblico a riflettere sul paradosso insito in qualsiasi forma di estremizzazione.
L’autrice mostra come anche le migliori intenzioni, se portate all’eccesso, possano trasformarsi in un boomerang, generando tensioni e incomprensioni anziché armonia e dialogo. L’opera diventa così uno specchio in cui lo spettatore può guardarsi con ironia e consapevolezza, riconoscendo le contraddizioni della propria esperienza quotidiana.
Relazioni, Equilibri e Paradossi
Attraverso un intreccio di aneddoti personali, osservazioni acute e scorci della realtà contemporanea, Safonov esplora i delicati equilibri che reggono le relazioni interpersonali e, talvolta, il matrimonio, tra codici civili, convenzioni sociali e sottili compromessi quotidiani.
L’artista mette in luce come un’eccessiva attenzione al linguaggio “politicamente corretto” o la difesa a oltranza di un matriarcato integralista possano, paradossalmente, aumentare i conflitti. Allo stesso modo, l’adesione dogmatica a teorie accademiche complesse o prive di concretezza rischia di generare incomprensioni e rigidità. Tutto viene volutamente amplificato: uomini ridotti a gerani dalla personalità fiacca, donne trasformate in macchine perfette, determinate a ritagliarsi spazi di opinione e presenza attiva, senza sentirsi sminuite, anche in contesti ancora permeati da dinamiche patriarcali.
Ironia e Introspezione
L’atmosfera evocata ricorda le commedie di Woody Allen, in cui il paradosso diventa strumento di introspezione e stimola lo spettatore a guardarsi dentro con un sorriso ironico e consapevole. Come nel saggio La pazzia delle folle di Douglas Murray, Safonov mostra quanto ogni fede cieca, in qualsiasi ambito, generi inevitabilmente reazioni altrettanto radicali.
Per ritrovare un equilibrio in questo cortocircuito, l’autrice propone, con tono provocatorio e giocoso, il rito peruviano del Takanakuy: uno scontro fisico senza distinzioni di genere che, paradossalmente, favorirebbe la riconciliazione e la pacificazione dei rapporti. Questo richiamo all’infanzia, agli scontri tra fratelli o alle tensioni domestiche più quotidiane, sottolinea come la violenza non sia mai la risposta, ma possa diventare uno stimolo a porsi le domande più efficaci e a riflettere sulle proprie convinzioni.
Un Invito alla Consapevolezza
Con un linguaggio brillante, una gestualità coinvolgente e un ritmo serrato, Arianna Porcelli Safonov cattura l’attenzione del pubblico, stimolandolo a ridere di sé e delle proprie certezze, senza mai cadere nella banalità.
“Picchiamoci!” non è un inno alla rabbia, ma un vero e proprio esercizio di consapevolezza: un invito a confrontarsi con intelligenza, ironia e leggerezza, mettendo in discussione le proprie convinzioni e aprendo spazi di dialogo e riflessione. Lo spettacolo si conferma così un’occasione preziosa per pensare, discutere e ridere delle contraddizioni del nostro tempo, tra leggerezza e profondità.
Per le informazioni e le fotografie si ringrazia:
L’UFFICIO STAMPA DEL FESTIVAL Giuseppe Panella e Claudia Fisciletti e la social media manager Anna Trapasso.

