Recensioni

Penguin Cafè – Handfuls of night

La nuova avventura dei Penguin Cafe è stata commissionata da Greenpeace allo scopo di lanciare un allarme sulla sorte incerta dell’artico e sull’estinzione di alcune specie di pinguini

Cinquanta minuti di splendida musica polverizzati in otto brani: “Handfuls of night” (Manciate di Notte), il nuovo interessantissimo lavoro dei Penguin Cafè, è uscito il quattro di Ottobre u.s. per Erased Records.
Penguin Cafe nasce sulle ceneri e sul ricordo della Penguin cafè Orchestra, “creatura musicale” di Simon Jeffes che inizia ad operare nei primi anni Settanta. Oggi l’ensemble britannico è progetto guidato dal figlio di Jeffes, Arthur, compositore ed esploratore artico di stanza a Londra che tiene molto alle tematiche ambientaliste. Non parleremo delle differenze esistenti sul piano musicale tra nuova e vecchia formazione, ci preme invece innanzitutto sottolineare che questa nuova avventura jeffesiana è stata commissionata da Greenpeace allo scopo di lanciare un allarme sulla sorte incerta dell’artico e sull’estinzione di alcune specie di pinguini. La musica di Jeffes junior, peraltro, aderisce totalmente a questo intento con atmosfere che rimandano a grandi compositori classici minimalisti come Philip Glass, Steve Reich, Michael Nyman e Lubomyr Melnyk. Attraverso l’utilizzo di violini, viola, violoncello, basso, percussioni, grand pianos, sintetizzatori, harmonium e così via (una vera e propria orchestra), Penguin cafè riesce a creare una gamma intera di suggestioni che ricordano e riportano quasi fisicamente ai paesaggi desolati dell’artico. “Winter Sun”, “Chinstrap”, “At the Top of the Hill, They Stood…”, “Pythagoras on the Line Again” e gli altri brani sono dotati di una mirabile forza descrittiva e il taglio di questa, per cosi dire, “narrazione in musica” i cui capitoli sono rappresentati dalle composizioni che formano l’album, appare quasi cinematografico. Dell’intero progetto fanno a pieno titolo parte anche alcuni scatti fotografici di grande pregio come la splendida copertina del disco. Le fotografie, il cui potenziale descrittivo e simbolico è molto alto sono di Rory O’Connor e di Alex Kozobolis.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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