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PCP (Piano Che Piove): esordio, gioco e bella canzone d’autore

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Scritto da Red

Gioco e spensieratezza. Confesso di aver letto prima le note di stampa e poi di aver dato retta all’istinto. Credo di non aver sbagliato mira. Perché si respira proprio questo nelle 9 tracce inedite del progetto PCP (Piano Che Piove) che pubblica il suo primo lavoro dal titolo “In Viaggio con Alice“, un viaggio – appunto – in cui si respira spensierata espressività a spasso tra canzone d’autore e quel gusto musicale fatto di ricerca, dettagli e semplicità. Un progetto nato forse da un incontro, un work in progress accaduto per altri motivi, poi sfociato e sfogato in un disco che potesse legare tutti assieme, dalla scrittura del chitarrista Ruggero Marazzi alla bella voce, dolcemente equilibrata, di Sabrina Botti…passando per tutti gli altri membri della band che a loro modo hanno inciso negli arrangiamenti e nei sapori che ci arrivano intonsi. E quando parlo di gioco non intendo significare leggerezza e approssimazione, ma bensì purezza di intenti, di animo, di quella maturità che non fa correre dietro ai numeri dei riscontri mediatici piuttosto dietro al sorriso dell’anima che governa una buona esecuzione, una buona musica, le belle parole. Questo disco d’esordio attinge – a mio modo di gustare – al bel mondo dei Matia Bazar di “Vacanze Romane”, la musica leggera italiana al femminile di una Antonello Ruggero raschiando nel passato dove potremmo citare forse l’estro di una Tiziana Rivale. Il bel canto nostrano è tinto di mille sfumature ma questo disco sorprende quando, da una linea conduttrice in cui il jazz e contaminazioni limitrofe sono i veri padroni di casa, si distacca con variazioni sul tema del tutto inaspettate regalando preziosi luccicanti come “Il Cartografo” che in assoluto trovo rappresentare l’apice espressiva di questo lavoro: una cadenza tribale di sapori etnici di viaggi mercantili (rigorosamente a vela) sul mediterraneo. E poi la title track del disco che, in ben altra direzione,solletica il gusto e l’appetito con una scanzonata ballata pop d’autore, freschissima, primaverile, on the road, che vedrei dannatamente bene in una bella pubblicità estiva di un prodotto quotidiano per la famiglia tipo italiana o in quelle produzioni cinematografiche di commedie da cartellone. E poi l’ascolto riprende la strada maestra e procede dritto senza troppi scossoni, richiamando di quando in quando soluzioni melodiche già note come nell’intima chiusura “I Treni in Settembre” in cui si richiama troppo sfacciatamente le parti identificative del celebre successo degli Stadio “Chiedi chi erano i Beatles”. Attendiamo il primo video ufficiale dei PCP che uscirà di rientro dalle vacanze estive. Ve ne daremo notizia. Per ora vi lasciamo all’ascolto de “Il Cartografo” in questo video home-made realizzato in studio di incisione.

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