Recensioni

Paul Roland – White Zombie

Fortunato Mannino

Grazie Mr. Roland per la sua Musica e per il suo genio

Una delle domande più frequenti che mi viene rivolta quando si parla di musica è: quale artista ti piacerebbe conoscere? La risposta, sempre uguale, è: nessuno tranne Paul Roland.
Chiariamoci, è bello chiacchierare e trascorrere un po’ di tempo con gli artisti, soprattutto se, in qualche maniera, hanno segnato con i loro dischi periodi importanti della vita, ma è altrettanto vero che sono persone che, come tutti noi, hanno diritto alla loro privacy. Qualche volta poi, vi assicuro, l’incontro col mito delude e aggiungo anche che, paradossalmente, è molto stimolante incrociare e chiacchierare con gruppi e artisti alle prime armi. In entrambi i casi, però, posso definirmi fortunato, perché ho un ottimo ricordo di tutti coloro che ho incontrato e con cui si è anche creato un rapporto di amicizia e rispetto. Come detto, però, c’è un’eccezione: Paul Roland!
Artista che non ho mai incontrato né ho avuto la fortuna di vedere dal vivo e di cui scrivo non senza un minimo d’imbarazzo. Un imbarazzo che deriva dalla caratura culturale di questo poliedrico artista, che non si limita ad incidere dischi, ma è anche scrittore e saggista. Un modello d’intellettuale e una personalità che dai miei quindici anni mi ha sempre affascinato e insegnato a guardare la storia da punti di vista altri. La classica persona, tanto per intenderci, con cui discutere di Musica, Cinema, Storia, Letteratura con la certezza di arricchirsi umanamente e culturalmente.
Oggi, per motivi di spazio, di tempo e di luogo, ci occupiamo del suo ultimo album White Zombie, ma sappiate che i progetti che vedono impegnato Paul Roland, non ultimo la revisione della sua nutrita discografia, sono molti e tutti di grande qualità.
White Zombie è il secondo album, dopo Exen del 2013, ispirato / dedicato al mondo del cinema. Un progetto che mirava dapprima a riscrivere le colonne sonore di vecchi film, ma che poi si è evoluto in qualcosa di diverso e altrettanto affascinante. Amante del gotico e affascinato, da sempre, dal mondo del soprannaturale, Paul Roland questa volta ci fa riscoprire e rivivere le sinistre atmosfere legate ad Haiti e al woodoo. Il film, uscito nel 1932 e arrivato in Italia col titolo L’isola Degli Zombie, ha tra i protagonisti, nel ruolo di Legendre malefico negromante, Bela Lugosi che molti ricorderanno nella parte del conte Dracula. Un fascino, quello per l’isola caraibica e le sue storie di zombie, già presente in A Cabinet of Curiosities del 1987. Un fascino alimentato, lo scopriamo leggendo le note di copertina, dalla conversazione avuta nel 1994 con Dr. John The Night Tripper a New Orleans, città dove mistero, magia ed esoterismo da sempre si confondono. Fascino che diventa idea da chiudere nel cassetto nel 2011, riprendere e realizzare in Italia grazie alla Dark Companion Records e alla schiera di bravi musicisti che ruotano attorno ad essa, primo fra tutti Paolo Tofani, ma anche Camillo Mozzoni, Paola Tagliaferro, Annie Barbazza e Max Marchini, vero e proprio deus ex machina del progetto.
I quaranta minuti dell’album rispecchiano lo stile inimitabile di Paul Roland ma, allo stesso tempo, anche la sua naturale predisposizione verso il nuovo. Ritroviamo, infatti, il canto sciamanico della primogenitura dei brani, l’uso creolo, un nuovo modo di comporre e approcciarsi alla composizione… un bellissimo album.
Anche White Zombie, come tutte le interessantissime uscite della Dark Companion Records, è curatissima ed ha una tiratura limitata e numerata: 970 copie per il cd e 300 per l’EP.
Grazie Mr. Roland per la sua Musica e per il suo genio, se un giorno ci sarà occasione, sarei lieto di accompagnarla tra i castelli e la Storia della Calabria e, ne sono certo, la sua Arte ne farà tesoro.

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