Sound&Vision

PATRIZIA LAQUIDARA @ Revolution Live Club

Scritto da Francesco Bettin

Note corali d’infanzia, di viaggi, di Sicilia, di donne, narrazioni che tutti possiamo ben “sentire”, osservando, ascoltando

Foto di Giorgio Crestan

Musicista eclettica e artista polivalente, dopo un libro (Ti ho vista ieri), il teatro con Marco Paolini (Boomers e Bestiario idrico), e tante altre cose Patrizia Laquidara torna alla musica con una serie di appuntamenti live davvero da non perdere, nell’occasione dell’uscita del suo ultimo album “Flòrula”, pieno di sfumature emozionali, un mix di arcaico e futuro, di tratteggi umani ben definiti.
Un insieme di brani molto validi, che indicano un percorso da parte dell’artista sempre più interessante e vario, ispirato dal libro che lei stessa ha pubblicato nel 2023, appunto,“Ti ho vista ieri”, che ha ottenuto un ottimo successo.
Note corali d’infanzia, di viaggi, di Sicilia, di donne, narrazioni che tutti possiamo ben “sentire”, osservando, ascoltando.
Siamo stati a uno dei suoi primi concerti, quello di Colceresa (Vicenza), al Revolution Live Club, una serata di grande musica organizzata da Uglydogs, associazione di veri amanti della musica in ballo da dieci anni e sempre con tanta passione.
Un’atmosfera “giusta”, con un folto pubblico ad assistere al concerto, preceduto da un opening act di cinque brani della cantautrice pugliese Chiara Patronella, in scena col fisarmonicista Nereo Fiori. Che ha portato i suoi racconti di mare, di umanità e di dialetto, un mini live cantautorale di purezza, molto apprezzato.
Poi l’entrata in scena di Patrizia Laquidara, che dà subito il sapore che ti aspetti e che sa di valori mai tramontati, di emozioni, profumi e odori di una bambina in crescita, tra il Veneto (adottivo) e la sua amata e natìa Sicilia. Che sa, ancora, di vacanze dai nonni,  di dialogo con le donne di un tempo e con un mondo tutto da scoprire.
Con lei sul palco tre musicisti dalle ambientazioni sonore richiamanti terra, quella pura, sogni, emozioni: Si inizia con “Nessuno deve restare di fuori”, per passare a una versione particolarmente suggestiva di “Personaggio”, uno dei brani che più caratterizza la Laquidara, anche se a dire il vero ce ne sono molti altri dove identificarla.
L’ambiente si scalda, diventa elettrico da subito, con “Agisce”, scritto nel 2003 con Bungaro, tratto da “Indirizzo portoghese”, e il passaggio successivo c’è, ed è suadente, accattivante, con “Uirapuro”, piacevolissima canzone di Waldemar Henrique, ed è già festa brasiliana. Poi si ritorna al nuovo album, che ha di suo un trascinamento emotivo che sa arrivare diretto: “La ragazza della 127”, parla di quei viaggi su e giù per l’Italia, di quella bambina curiosa e incantata che guardava fuori dal finestrino, poi c’è “Anna la ciccaligna”, altra figura saggia, di forte donna del Sud, riso e tragedia, lutto e luce, con la faccia di una che le ha viste tutte.
Il viaggio, quel viaggio, continua, con “Malizia, “La bambina”, e la splendida “Nuova luce” . Sono frammenti di una Sicilia di un tempo, di una trasformazione e di un’infanzia che oggi non esiste più, in quei termini. Il pubblico sostiene Patrizia Laquidara, la ama, e la festa prosegue ritornando a note passate, degli album precedenti: l’eccellente “Le rose”, “L’equilibrio è un miracolo”, e la simpatica “Nordeststereofonico”, che racconta di capannoni, rotatorie, cemento indifferenziato,  all’insegna di un monito, Libera nos a malo, di Meneghello, tanto per gradire.
Laquidara alterna brevi storie a canzoni, ritorna sul suo mondo catanese, sui ricordi messi in musica. E’ un crescendo composto anche da tanta elettronica, anzi più che tanta, giusta, e da energici colpi su quadri di latta appesi, percussioni vive e creative. Una serata di quasi due ore, con tanti applausi che certificano la qualità, il cammino artistico coerente e di ricerca, che non concede nulla ai lati più banali delle sette note. E dopo, i tre bis arrivano attesi e magici, come la voce di Patrizia Laquidara sa ben rendere: “Noite luar”, a cappella, “Senza pelle”, e “Ti saluto”. E’ un saliscendi continuo tra lividi e fiori, per citare lei stessa. Ma è solo un arrivederci.
I tre fidati musicisti vanno citati, eccome: Stefano Dalla Porta, basso, Daniele Santimone, chitarre, Edoardo Piccolo, tastiere. Il tour prosegue, dopo Milano e Bologna ci saranno Treviso, Roma, Torino, la Calabria. Con altri progetti e nuovi luoghi ancora, e quelle note che si librano chiare, decise nell’aria.

 

Si ringrazia Uglydogs, Associazione di promozione sociale che ha lo scopo di promuovere, sviluppare e diffondere musica e cultura,  per la gentilezza e l’ospitalità

 

 

Presentazione dell’album “Flòrula”
Opening act di Chiara Patronella

Patrizia Laquidara Live,  Colceresa (Vicenza), Revolution Live Club  
07.02.26  
organizzazione Uglydogs

Scaletta:

Nessuno deve restare di fuori

Personaggio

Agisce

Uirapuro

La ragazza dela 127

Anna

Malizia

La bambina

Nuova luce

Le rose

 L’equilibrio è un miracolo

Nordeststereofonico

Cunizza

La sulfarara

Rosa Rosa

Nessuno deve restare di fuori

 

BIS

Noite luar

Senza pelle

Ti saluto

About the author

Francesco Bettin

Francesco Bettin nasce a Bassano del Grappa (Vicenza) nel 1962. Articolista dal 1980, comincia scrivendo e collaborando con quotidiani e riviste locali, formandosi in seguito prevalentemente su critica teatrale, esercitando anche quella cinematografica, qualche volta. Successivamente inizia a scrivere, sempre per diverse testate, anche online, di musica, facendo recensioni. Numerosissime sono le sue interviste pubblicate, da Monica Guerritore a Alessandro Haber, da Cristiano De Andrè a Laura Morante, Claudia Gerini ecc. Anche sul suo sito, olimpiainscena.it , scrive e pubblica, divulgando anche con mailing list, numerosi articoli, recensioni e interviste sia di teatro che di musica, assieme a un gruppo di fidati collaboratori. Pur avendo i requisiti non ha mai voluto diventare giornalista pubblicista.

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