Recensioni Soundcheck

Partinico Rose – Songs for sad and angry people

Ilaria Lupi
Scritto da Ilaria Lupi

Il sound dei Partinico Rose è fumoso e arrabbiato

E’ un sound potente e post punk quello dei Partinico Rose, band di Ragusa composta da Vincenzo Cannizzo (voce e chitarra), Massimo Russo (basso), Carlo Schembari (batteria e synth) e Martina Monaca (violoncello).
Attivi dal 2015 in una formazione leggermente diversa, è nel 2019 che, grazie ad una campagna di crowdfunding e collette in vari locali, nasce il loro primo album “Songs for sad and angry people” registrato presso il “Sonoria Studio” di Vincenzo Cavalli.
Sin dal primo ascolto l’album rivela una rumorosa e fumosa identità, a partire dai tamburi di Slave of Time, brano il cui video, girato dal videomaker Emanuele Torre, all’interno dell’affascinante Circolo di conversazione di Ragusa Ibla, anticipa l’uscita del disco.
L’incapacità di prender parte alla vita emerge dalle sonorità aggressive di Misanthropy mentre le tematiche attuali che accomunano la rabbia quotidiana di molti sono espresse in I’m Looking For a Job.
E’ in The Story Of Cancer che l’atmosfera diventa strettamente autobiografica, il brano si ispira infatti alla malattia che ha colpito il padre del cantante, mentre negli altri brani il dolore è meno “personale” e si muove lungo un filo collettivo.
Prima di chiudere con le ritmate e furiose sonorità di Could You Share My Pain i Partinico Rose cercano in The Revenge la loro vendetta e la scandiscono con un drumming potente e trascinante.
Si discosta lievemente dal disco Rehab From You, brano che trasporta l’ascoltatore in un universo più intimo, guidato e accompagnato dal violoncello di Martina Monaca.
I Partinico Rose si rivelano una band dalle idee chiare e il loro album “Songs for sad and angry people” mostra un concept concreto e attuale guidato da un sound potente e rumoroso.
I capisaldi del rock anni ’90, a partire dai Nirvana passando per i Joy Division fino ai The Cure, si esprimono fortemente nelle sonorità del gruppo ragusano, ma con rivisitazioni e tematiche fortemente personali.
L’identità è chiara, il disco è potente, c’è ancora un po’ di lavoro da fare per trovare una propria originalità ma i Partinico Rose sono solo al primo disco e indubbiamente sulla buona strada.

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Ilaria Lupi

Ilaria Lupi

“Nasco in radio con un paio di cuffie e un microfono. Morirò ascoltando i Pink Floyd.”

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