Recensioni

Paolo Spaccamonti, Stefano Pilia – Frammenti

Fortunato Mannino

i protagonisti sono due virtuosi della chitarra che riescono a regalare, in modo diverso e antitetico, emozioni! un’unica grande protagonista: la chitarra!

Basterebbe questo split di Paolo Spaccamonti e Stefano Pilia, pubblicato dalla Brigadisco (www.brigadisco.it), a chiudere quelle tediose discussioni sul futuro della musica e i nuovi supporti digitali. Il futuro della Musica è nella qualità del prodotto e c’è poco da discutere! Un concetto di per sé semplice ed ovvio, ma basta accendere la radio per capire che… non è così!
E visto che di qualità si parla… questo disco ne rappresenta la perfetta sintesi! Musica: i protagonisti sono due virtuosi della chitarra che riescono a regalare, in modo diverso e antitetico, emozioni. Arte: la copertina è un’elegante serigrafia dell’opera cielo acqua aria terra e fuoco di Rocco Lombardi. Tecnologia: è disponibile la download card. E per concludere, una tiratura limitatissima (70 copie in vinile nero e 230 in vinile trasparente tutte numerate a mano) che conferisce all’opera quel valore che è alla base di un’opera d’arte!
Due diverse sensibilità, due approcci diversi alla musica… un’unica grande protagonista: la chitarra!
Frammenti è il titolo che Paolo Spaccamonti ha dato al suo lato. Tre brani che confermano la sua straordinaria capacità di trasporre in musica immagini ed emozioni. Una capacità che non scopriamo noi oggi ma che è parte integrante del suo percorso artistico. Fin dal suo esordio nel 2009 con Undici pezzi facili, ha uno stretto legame con il mondo del cinema e può vantare uno stretto rapporto collaborativo con il Museo del Cinema di Torino e più in generale con il cinema. Un successo di critica e di pubblico che lo porterà a condividere il palco del Traffic Festival di Torino con Nick Cave and the Bad Seeds tanto per fare un nome universalmente conosciuto.
Non so a cosa pensasse l’autore quando componeva, ma l’obiettivo l’ha raggiunto: è riuscito, attraverso la musica e tre titoli, a regalarmi immagini dense di suggestioni! Non lacrimare, Fuga e Carapace questi sono i tre titoli e il mio pensiero è andato, quasi naturalmente, al Mediterraneo. Un luogo magico in cui storia e attualità si fondono spesso tragicamente. Forse un posto lontanissimo dai pensieri dell’autore o, dopo che l’avrete ascoltato dal vostro, ma la musica, si sa, è anche… un’emozione privata.
Cambiamo lato e in apertura troviamo Stand Behind The Men Behind The Wire. È il primo dei cinque brani della performance di Stefano Pilia nonché la title-track.
Le immagini evocative di Spaccamonti lasciano spazio al fascino ora puro e limpido, ora sperimentale e distorto della chitarra.
Il viaggio si apre e chiude, non a caso, con dei pezzi di chitarra classica nei quali le doti tecniche e il suono caldo dello strumento esaltano le capacità compositive dell’autore. Stefano Pilia in questi due brani sembra costringere l’ascoltatore a lasciare da parte i pensieri e lo invita, arpeggio dopo arpeggio, accordo dopo accordo, alla contemplazione dell’eterea bellezza della Musica!
In mezzo, in questo simbolico viaggio, c’è spazio per l’emozione e il sentimento. I sette minuti di The Machine In The Ghost e Too Much Fun ci trasportano in una dimensione decisamente più introspettiva. Il pensiero è libero…
La discografia e le collaborazioni Pilia parlano da sole e ci raccontano di uno dei migliori chitarristi italiani!

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