Recensioni

Paolo Siani – The Leprechau’s Pot Of Gold

Fortunato Mannino

Un inno ad essere se stessi e a vivere nonostante tutto, nonostante gli altri che ti sono contro

Qual è la partita più difficile che giochiamo? Indubbiamente sono tante, ma quella con la Vita è sicuramente la più difficile e complessa. Le variabili in gioco sono tantissime, alcune prevedibili altre decisamente meno e per quanto riguarda i rapporti umani… Beh, quelli sono sempre una grande incognita. Una partita che indubbiamente si gioca da soli con la consapevolezza che la fine, per quanto si giochi bene, è sempre la stessa. In un mondo sempre più frenetico, che brucia e consuma ogni cosa nello spazio di poco tempo, una delle insidie più frequenti è il ripiegarsi su stessi e perdere completamente il senso del vivere, sprecando il bene più prezioso: il Tempo.
Le scarpe consunte e la pentola piena di monete d’oro ai piedi dell’arcobaleno rappresentate in copertina, sembrano volerci ricordare l’inutilità e la caducità di un cammino che ha come unico scopo l’apparenza e la materialità. È proprio la suggestiva opera grafica di Roberta Cavalleri ad introdurci alle atmosfere di The Leprechau’s Pot Of Gold terzo album di Paolo Siani ft. Nuova Idea.
Terzo album dal 2010, anno della rinascita del gruppo, e per la terza volta l’album esce per Black Widow Records. Ricordiamo, a beneficio dei più giovani e dei neofiti del Prog, che la band genovese ha pubblicato tre album importanti tra il 1969 e il 1973. Atmosfere che dalle mie parole iniziali potrebbero sembrare cupe ma, viceversa, sono un inno ad essere se stessi e a vivere nonostante tutto, nonostante gli altri.
L’album si apre con Standing Alone e si chiude, bonus traks e escluse, con Time To Play; i due brani rappresentano al meglio quanto scritto: l’iniziale condizione di frustrazione, dolore e solitudine che sfocia nell’invito finale a rialzare la testa e iniziare e… Vivere.
In mezzo altri due episodi significatici: Lord Brummel che ci ricorda, attraverso le alterne vicende del dandy inglese, che la Fortuna è una dea capricciosa; The Leprechaun’s Pot Of Gold attinge, invece, dal simbolismo fantasy, ma porta a riflettere sul significato della parola speranza.
Sulla Musica poco da dire, ci troviamo di fronte a grandi Musicisti che sanno conciliare propensione, creatività e tecnica con le infinite potenzialità dell’elettronica. Anche per quanto riguarda la Black Widow Records poco da dire: trent’anni di grandi produzioni non possono prescindere da una grande competenza musicale.
Due le edizioni che a me risultano: il cd contiene la versione alternativa di Standing Alone con alla voce Paul Gordon Manners; la versione LP è come sempre molto, molto elegante e destinato a rivalutarsi nel tempo. Qualunque sia la decisione portate a casa Musica di qualità.

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