Recensioni

Paolo Saporiti – L’Ultimo Ricatto

Fortunato Mannino

Album crepuscolare che potremmo facilmente accostare ai grandi del filone ma che preferiamo etichettare come l’opera più matura di un grande e sensibile cantautore italiano: Paolo Saporiti

Parlare dell’ultima fatica discografica di Paolo Saporiti significa, in qualche modo, veder confermato quanto espresso in tanti articoli: in Italia ci sono talenti musicali di primo piano ma a gestire le grandi major spesso c’è gente a cui l’arte interessa poco! Molto poco! Gente senza scrupoli che mira al guadagno facile promuovendo i soliti noti con le loro solite cose o, peggio, producendo musicisti di scarso valore che hanno successo tra chi, è triste dirlo, i dischi li scarica!
Questa politica ha provocato e provoca notevoli danni sia all’industria in sé (la perdita di credibilità e i fatturati parlano chiaro) sia, più in generale, alla Cultura Musicale. Fortunatamente ci sono le piccole etichette che, in qualche modo, tutelano l’Arte e gli autori ma i problemi che si presentano sono altri… non ultimo la distribuzione.
Paolo Saporiti è uno di quei casi emblematici! Grazie ad un talento naturale ed una vena poetica non indifferente approda in una grande major e nel 2010 pubblica Alone (il titolo originale era I could die alone che non piacque), album intimista, ben scritto e… mal promosso. È l’inizio di un’odissea che si concluderà con l’approdo alla OrangeHomeRecords e la successiva pubblicazione de L’Ultimo Ricatto. Titolo che da solo dà l’idea di quanto complesso sia stato l’iter della pubblicazione. Abbiamo apprezzato molto l’atteggiamento combattivo dell’autore che a quell’ultimo ricatto non ha ceduto presentandoci l’album così come l’ha pensato! E vi assicuro che stiamo parlando di un album dal livello qualitativo notevole!
I dodici brani, proposti in un’elegante digipack la cui copertina anticipa le atmosfere dell’album, fotografano le emozioni più intime dell’autore che, attraverso la poesia si sublimano nell’universalità. Non è difficile ascoltando brani come Deep down the water ritrovare una parte del nostro io più profondo, o In the mud rivivere la tristezza della nostra epoca sempre più legata all’effimero! Un effimero che cancella l’essenza stessa delle cose.
Album crepuscolare che potremmo facilmente accostare ai grandi del filone ma che preferiamo etichettare come l’opera più matura di un grande e sensibile cantautore italiano: Paolo Saporiti.
A rendere ancora più interessante quest’album è la presenza come arrangiatore e musicista di un’altra grande personalità musicale: Xabier Iriondo. Artista che non ha bisogno di presentazioni il cui contributo sperimentale aggiunge all’album quel tocco che lo rende urbano.
L’Ultimo Ricatto è questo ma anche molto altro ma… è tempo che le mie parole lascino il posto all’ascolto!
Un album che non può mancare nella discografia di chi ama la buona musica d’autore!

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