Recensioni

Paolo Fresu, Luca Aquino @ Let’s jazz, Benevento

Claudio Prandin
Scritto da Claudio Prandin

16/07/2020

L’Orchestra Filarmonica di Benevento diretta dal maestro Raffaele Tiseo è la protagonista del festival “Let’s jazz” che propone nella città campana, un ricco calendario di eventi musicali. Questa sera all’anfiteatro romano, una splendida cornice architettonica risalente a quasi 1700 anni fa, è in programma una serata speciale: l’incontro sullo stesso palco di due trombettisti di caratura mondiale, il sardo/bolognese Paolo Fresu e Luca Aquino, che si esibisce nella sua città natale. In scaletta sono previsti brani standard jazz e composizioni originali del musicista beneventano. A causa della distanza che il pubblico deve mantenere a causa del coronavirus, sono previsti due spettacoli, alle 21:30 e alle 23:30 entrambi sold-out.
La OFB è la prima a salire sul palco per accordare gli strumenti; i giovani ma preparatissimi componenti offrono uno splendido colpo d’occhio con gli uomini vestiti sobriamente di nero e le donne adornate da splendidi e coloratissimi vestiti. Salgono quindi i componenti della band di Paolo Fresu: Mario Nappi al pianoforte, Dario Miranda al contrabbasso e Giampiero Franco alla batteria, seguiti da Fresu stesso. Benevento è una città con una tradizione musicale di primaria importanza; il pubblico è competente e aspetta l’inizio del concerto in un’atmosfera frizzante ma rilassata.
Fresu esordisce accompagnato dalla sua band mentre la OFB si insinua lentamente negli intrecci fino a rafforzare il sound con la sua potenza sinfonica. Vengono eseguiti standard jazz che mescolano attimi briosi e ritmati a momenti più lenti e malinconici.
La versione di “E se domani” è commovente, suonata solamente con deliziosi arpeggi di pianoforte e dalla tromba che intona la melodia portante arricchendola con effetti elettronici quali il chorus e il delay. L’ultima nota mantenuta da Fresu per più di un minuto conclude egregiamente il pezzo. La prima parte del concerto si conclude con una samba allegra e ballabile, quindi Fresu ringrazia la giovane orchestra, introduce l’amico Luca Aquino e lascia il palco.
Il musicista beneventano propone prevalentemente brani da lui composti: “Tag’s smile” è caratterizzata da violini che sembrano calabroni che danzano al ritmo sincopato della batteria seguendo le melodie arabeggianti. L’approccio è più jazzato rispetto alla prima parte e offre numerosi assoli di pianoforte e contrabbasso.
Fresu torna quindi sul palco e, insieme ad Aquino, suona gli ultimi tre brani.
Le due trombe si alternano passandosi vicendevolmente gli attacchi; il momento più emozionante dell’intera serata si raggiunge quando intonano la melodia di “Nuovo Cinema Paradiso”, un’aria splendida e molto conosciuta che il pubblico segue in liturgico silenzio.
Al termine del brano Fresu ricorda con emozione il maestro Ennio Morricone scomparso di recente. Per chiudere lo show, il duo invita sul palco un altro musicista sannita, il sassofonista Vincenzo Saetta; insieme suonano la cover dei Beatles “Here, there and everywhere”, un finale che risulta davvero energico e roboante.

Scaletta:
Paolo Fresu:
Sperimental Waltz (Raffaele Tiseo)
I’m getting sentimental over you
Sì dolce è l’tormento
E se domani
Old Devil Moon

Luca Aquino:
Chet e Liz (Luca Aquino)
Tag’s smile (Luca Aquino)
Un giorno dopo l’altro (Luigi Tenco)
Aqustico (Luca Aquino)

Paolo Fresu e Luca Aquino:
My Funny Valentine
Nuovo Cinema Paradiso (Ennio Morricone)
Here, there and everywhere (Beatles)

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