Recensioni

Paolo Doesn’t Play With Us – Muffled Heart Sounds

Le sonorità dei dieci brani, tutti in lingua inglese come nel precedente album, trasportano l’ascoltatore in quella che potremmo definire cosciente dimensione onirica le cui radici affondano nel folk-psichedelico

Muffled Heart Sounds, secondo disco dei Paolo Doesn’t Play With Us, è quello che chiude, almeno per il momento, le mie recensioni di un 2020 che, nonostante la pandemia e i conseguenti ingenti danni al settore musicale, ha regalato dischi importanti. Probabilmente tornerò a scrivere e a proporre delle altre uscite che, per evidenti motivi, non hanno avuto la giusta eco, ma i CD sulla mia scrivania mi suggeriscono che è ora di andare avanti. L’ultimo sguardo indietro, come scritto in apertura, è dedicato al secondo album dei bolognesi Paolo Doesn’t Play With Us.
Un album uscito all’inizio della pandemia e che, per tante ragioni, ho avuto la possibilità di ascoltare troppo tardi ma è, certamente, da considerare una delle uscite più interessanti dell’anno. Per chi conosce il progetto, alcune novità rispetto al precedente Reversal Of Fortune uscito nel 2017 risultano abbastanza evidenti. La prima e la più manifesta è che il duo Giulia Meci e Matumaini si è trasformato in trio con l’arrivo del batterista Tommy Ruggero e, conseguentemente, vi è stato un arricchimento di quelle che sono le sonorità dell’album.
La seconda è, invece, prettamente legata alla dimensione musicale dell’album. A cambiare, a mio modesto avviso, è innanzitutto il punto di vista: in Reversal Of Fortune si universalizzava una dimensione intima e personale, viceversa in Muffled Heart Sound si percorre la via in modo inverso.
Anche in quest’album, infatti, è possibile cogliere un comune sentire degli artisti che, in modo personale, invitano una società sempre più frenetica, superficiale e, spesso, cinica a rallentare i ritmi e a tornare in armonia con l’universo e con l’altro. E nel mentre si indica una possibile via, si coglie quel senso di smarrimento di chi non stenta a trovare il suo posto in una realtà in cui non si riconosce.
Le sonorità dei dieci brani, tutti in lingua inglese come nel precedente album, trasportano l’ascoltatore in quella che potremmo definire cosciente dimensione onirica le cui radici affondano nel folk-psichedelico. A dominare sono voce e chitarra, ma la forza di quest’album è sia nel messaggio che nelle sfumature di colore e Muffled Heart Sound è il classico album che piace al primo ascolto ma che si rivela ascolto dopo ascolto.
Il consiglio è quello di far vostro l’album, soprattutto, in questo momento complicato per i gruppi italiani e l’augurio per il trio è quello di tornare presto a regalare emozioni dal vivo.

Paolo Doesn’t Play With Us
Blooms Recordings 
Metaversus PR

About the author

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi