Recensioni

Ozric Tentacles – Technicians Of The Sacred

Fortunato Mannino

I loro concerti sono spettacoli di luci, melodie ipnotiche ed evocative che richiamano le filosofie orientali, sintetizzatori che puntano all’immensità del cosmo, sonorità che abbracciano anche elementi tipici del progressive

Ozric Tentacles, lo diciamo a beneficio dei lettori più giovani, è il gruppo che maggiormente incarna lo spirito hippy. Il gruppo si è formato nel 1982 durante lo Stonehenge Solstice Festival e da allora ha attraversato le varie decadi incurante di mode, di cambi di line-up, successi e insuccessi, critiche e consensi, rimanendo fedele ai dogmi psichedelici.
I loro concerti sono spettacoli di luci, melodie ipnotiche ed evocative che richiamano le filosofie orientali, sintetizzatori che puntano all’immensità del cosmo, sonorità che abbracciano anche elementi tipici del progressive.
Una band di culto che ha scelto di non dare parole alla sua musica ma, al contempo, di affidarle l’onore e l’onere di accompagnare l’ascoltatore nel suo viaggio lisergico e… i loro concerti sono esperienze uniche!
Come detto una carriera lunghissima, con tanti cambiamenti e qualche scivolone, che si arricchisce del suo ventunesimo tassello: Technicians Of The Sacred (esclusi dal computo live e raccolte).
Technicians Of The Sacred è un disco doppio, una rarità per il gruppo, che si snoda attraverso undici brani per un totale di ben 90 minuti di musica. Della line up originale sono rimasti solo i Wynne a cui si è aggiunto anche il figlio, ma la filosofia, com’è facile intuire anche dalla durata dei brani, è sempre la stessa. Il brano che mi è piaciuto di più è Epiphlioy, perché nei suoi quasi dodici minuti concentra, sintetizza, fate voi, la filosofia del gruppo.
Technicians Of The Sacred è un album che ci è piaciuto sia per la coerenza filosofica sia perché alcuni album in precedenza avevano destato non poche perplessità. È evidente che la lunga pausa di riflessione ha giovato al gruppo così come è evidente, questo bisogna dirlo per onestà intellettuale, che se per un neofita può essere un ottimo approccio alle sonorità del gruppo, per un fans della prima ora è un buon album.
Per i collezionisti o gli amanti del vinile diciamo che la Mad Fish ha una versione in doppio LP.

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