Sound&Vision

Offspring @ Ippodromo delle Capannelle

Scritto da Chiara Lucarelli

The Offspring a Rock in Roma: il punk rock come macchina del tempo collettiva

Nel 2026 gli Offspring sono diventati qualcosa di diverso da una semplice band. Sono una capsula temporale. Un portale aperto sugli anni in cui MTV decideva i gusti di una generazione, il punk rock vendeva milioni di copie e internet faceva ancora il rumore del modem. Eppure, vedere migliaia di persone radunate all’Ippodromo delle Capannelle per la data romana del tour non restituisce affatto l’immagine di un fenomeno nostalgico. Al contrario: sembra la dimostrazione che alcune canzoni hanno smesso di appartenere a un’epoca precisa per entrare stabilmente nella cultura pop. La serata del 9 giugno 2026 a Rock in Roma è stata soprattutto questo: una celebrazione dell’eterna adolescenza del rock.
Prima degli headliner salgono sul palco gli A Day To Remember… Quando risuonano i ritornelli più conosciuti, l’impressione è che il confine tra opener e co-headliner sia ormai diventato molto sottile.

Ma l’attesa della serata ha un nome preciso. Quando gli Offspring entrano in scena, l’energia accumulata durante il tramonto romano si trasforma in un’esplosione. Dexter Holland e Noodles non hanno bisogno di effetti speciali per conquistare il pubblico.
Il dato più interessante, guardandosi intorno, è forse proprio il pubblico. Ci sono quarantenni che hanno consumato le cassette di Smash, trentenni cresciuti con Americana e ragazzi che probabilmente hanno scoperto la band grazie alle playlist streaming.
Quando parte Pretty Fly (For a White Guy), il concerto assume le dimensioni di una festa collettiva.Eppure il momento più significativo arriva forse con Gone Away. Il finale è quello che tutti aspettano. Why Don’t You Get a Job? trasforma l’Ippodromo in un gigantesco karaoke, You’re Gonna Go Far, Kid dimostra quanto bene sia invecchiato il catalogo più recente della band e Self Esteem arriva come una liberazione collettiva.
In un’epoca in cui il rock continua a interrogarsi sul proprio futuro, gli Offspring sembrano offrire una risposta semplice: sopravvive ciò che riesce ancora a creare connessioni reali. A Rock in Roma non si è assistito soltanto a un concerto. Si è assistito a un raro momento di continuità culturale. Una notte in cui il passato non è stato celebrato come un museo, ma vissuto come qualcosa di ancora sorprendentemente vivo.

About the author

Chiara Lucarelli

Sono nata a Roma e cresciuta coltivando contemporaneamente diverse passioni: la musica, il teatro, la fotografia, i viaggi ed il cinema.
Dopo aver trascorso svariati anni spaziando dall’una alle altre in maniera alternata, ho trovato infine una modalità che mi permettesse di coniugarle tutte in contemporanea, quella della fotografia musicale, di spettacolo e performance artistica in senso più ampio.
Mi occupo di live report di concerti, teatro, interviste e ritratti.

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