Recensioni

Officina F.lli Seravalle – Ledrôs

Scritto da Fortunato Mannino

Sospesa sull’abisso, la vita degli abitanti di questa città

Presentare un album dell’Officina F.lli Seravalle è sempre una piacevole quanto difficile sfida. Piacevole perché la loro continua ricerca musicale fa sì che ogni brano si apra a soluzioni imprevedibili. Difficile perché i riferimenti culturali sono tanti e tali che ogni album diventa occasione per un approfondimento culturale e, soprattutto, induce alla riflessione su vari aspetti della società contemporanea. Altra costante il titolo, costituito da un’unica parola in friulano che in questo caso è Ledrôs e il cui significato letterale è rovescio. Titolo che come vedremo nell’interpretazione globale dell’album può assumere più significati.
Anche la narrazione è una costante e, come nei precedenti album, è affidata quasi completamente alla musica, mentre i titoli fanno da filo conduttore. Questa volta lo sguardo dei fratelli Seravalle si è soffermato ad analizzare e raccontare una società occidentale, che sembra non aver ancora preso coscienza del fatto che quell’illusione di benessere creata ad arte si sta ora sgretolando a ritmi impressionanti. Una società fatta da individui che hanno smesso di pensare, abbagliati dalle promesse del progresso tecnologico e dalla convinzione che tutto è possibile e, soprattutto, dovuto.
Una situazione che nel tempo ha visto consolidarsi a livello mondiale una mediocrazia egoista e incapace di affrontare le sfide del nuovo millennio.
Un punto di partenza per presentare Ledrôs può essere Vignesia brano in cui, con opportuni tagli e altrettante cuciture, si recitano passi tratti da Le città invisibili di Italo Calvino. Sono le città che, a partire dalla seconda rivoluzione industriale, hanno disintegrato i legami sociali e familiari e accelerato i ritmi di vita facendoli diventare frenetici. Al centro di tutto ovviamente c’è il danaro, discriminante assoluta per raggiungere il benessere. Ma se queste parole fanno riferimento agli scritti di Georg Simmel, è anche vero che nei passi di Calvino si ascoltano frasi del tipo: La città ti appare come un tutto in cui nessun desiderio va perduto e di cui tu fai parte, e poiché essa gode tutto quello che tu non godi, a te non resta che abitare questo desiderio ed esserne contento. […] Sospesa sull’abisso, la vita degli abitanti di questa città.
Facile anche un mio personale rimando agli esperimenti sui topi di Calhoun. Meno personali e facilmente evincibili dai titoli dei brani i riferimenti a Cioran in Néfaste Clairvoyance o a Spengler in Sublime Futilità. Le amare riflessioni sul tempo, sulla società e sull’uomo stesso del primo portano inevitabilmente a quel Tramonto della società occidentale descritto dal secondo. Tra il primo e il secondo sta quello che potremmo definire il personaggio simbolo: Oblomov. Nell’indolente personaggio creato da Gončarov possiamo ritrovare i tratti di una società che, allegramente intrappolata nel produci – consuma – crepa, sta portando avanti il suo processo di autodistruzione.
E basta osservare il quadro socio-politico nazionale e internazionale per capire anche come, grazie all’ottimo lavoro della classe dominante, il nemico del povero non è lo sfruttatore ma il più povero, mentre il modello da imitare è lo sfruttatore e ciò annulla una qualsivoglia forma o possibilità di rivoluzione a partire da quella culturale. E a questo punto la parola ledrôs assume il suo significato letterale.
Dal punto di vista musicale, le atmosfere dell’album sono un bel mix di tradizione ed elettronica. Paesaggi ora quieti in cui serpeggia però una costante tensione, ora decisamente più inquieti. Pur trattandosi di avanguardia, rispetto ad altre opere dell’Officina F.lli Seravalle, Ledrôs è più accessibile ma concettualmente, per i riferimenti culturali e per il messaggio che comunica, è decisamente il più complesso. Per questa ragione mi piace concludere citando una frase tratta dal Silenzio del corpo di Ceronetti che è anche un brano dell’album e ne sintetizza il mood:
Finchè avranno voglia di uccidere, non perderanno il gusto di generare.

Lizard Records: https
Officina F.lli Seravalle
Alessandro Seravalle

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Fortunato Mannino

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