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Oderigi Lusi – La Stanza dei Burattini

L’opera del compositore campano Oderigi Lusi, nell’omaggiare e ricordare quel patrimonio culturale ormai in parte stereotipato, propone un viaggio nel ricordo nostalgico per quell’età dell’ingenuità e della spensieratezza irrimediabilmente perduta

Quando si parla di burattini le immagini che, immediatamente, ci vengono in mente sono le maschere senza tempo di Pulcinella e Arlecchino e le loro rocambolesche e divertenti avventure. Pochi sanno però che questa tipologia di teatro ha origini lontanissime e, per questa ragione, prima di provare a raccontare il disco che presento oggi, dedicherò qualche riga proprio a quel senza tempo.
La storia del Teatro dei Burattini si perde nella notte dei tempi e per molti aspetti resterà oscura, ma il legame con la religione e, probabilmente, con l’origine stessa del teatro è ormai largamente accettato dagli studiosi. Sappiamo che nelle piazze e nelle fiere del Medioevo vi erano burattinai, ma è solo nei secoli successivi, con la commedia dell’arte, che si consolida questa forma di teatro e si cristallizzano le maschere che ancora oggi conosciamo. Quali fossero i dialoghi e le vicende che avevano per protagonisti i burattini possiamo solo intuirlo; il successo e l’insuccesso della rappresentazione dipendeva dal burattinaio e dalla sua capacità d’improvvisare. È una forma d’arte che al popolo si rivolgeva e nella quale il popolo si rispecchiava.
La città in cui il Teatro dei Burattini trovò la sua massima espressione è certamente Napoli. Il guarattiere, così veniva chiamato il burattinaio, era solito anche usare i suoi guarattini per sferzare usi e costumi della società e, soprattutto, non risparmiava nobili e regnanti. La tradizione e il fascino per questa forma d’arte è viva ancora oggi, ma con le peculiarità, nel corso del tempo, cambiate. L’aspetto satirico e sferzante ha lasciato il posto, o forse ha restituito, a quello più ingenuo e burlesco, quello che ha meravigliato, fatto ridere e sognare milioni di bambini. Ed è proprio sui binari della memoria, intesa sia come Cultura sia come Emozione, che nascono e si dipanano le note de La Stanza dei Burattini. L’opera del compositore campano Oderigi Lusi, nell’omaggiare e ricordare quel patrimonio culturale ormai in parte stereotipato, propone un viaggio nel ricordo nostalgico per quell’età dell’ingenuità e della spensieratezza irrimediabilmente perduta.
E in quella perdita e nella successiva maturità si celano inquietanti interrogativi, che indirettamente rendono attuale e immortale il teatro dei burattini: quale ruolo stiamo recitando? Siamo veramente liberi o abilmente qualcuno decide per noi? Chi è Mangiafuoco? Interrogativi che oggi sono più attuali che mai. Dilemmi esplicitati, in parte, anche nell’incantevole immagine rappresentata sulla copertina dell’album: sono le marionette a muovere il pianista o è il pianista a dar vita alle marionette?
Il racconto delle immagini e delle suggestioni de La Stanza dei Burattini ha una duplice veste. Sul lato A del disco troverete la versione per solo pianoforte e sul lato B quella per pianoforte e orchestra, orchestra diretta dal maestro Marazia. La Stanza dei Burattini è una suite che ha in sé l’eleganza della musica classica e la vena sperimentale che la rende a tutti gli effetti un’opera moderna.
Il disco è uscito per NovaAntiqua Records, e per scelta dell’autore è disponibile solo in vinile e in formato digitale. Una scelta coraggiosa e che mi sento di condividere quella del vinile perché restituisce all’ascoltatore oltre che una serie di emozioni anche il tempo giusto per un ascolto attento. Un disco elegante sotto tutti i punti di vista che, inaspettatamente, ho ricevuto in dono e per questo mi sento in dovere di ringraziare pubblicamente la NovaAntiqua Records.
Concludo questa lunga recensione con un ricordo personale e una considerazione, forse non dovuti, ma del teatro dei burattini ho anch’io un ricordo vivo. E ricordo la magia dell’attesa dell’entrata in scena delle marionette e le ingenue risate, e rivedere oggi negli stessi posti, che per loro natura restano tali o quasi, bimbi con lo sguardo fisso sullo schermo di un cellulare mi rattrista non poco.

NovaAntiqua Records
Oderigi Lusi

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Fortunato Mannino

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