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Ocean Gates – Ocean Gates

Gli Ocean Gates suonano una intricata e intrigante miscela di sonorità che affonda le sue radici principalmente nell’hard rock anni ’70 / ’80, anche se non mancano le incursioni in altri generi

Quando pensiamo alla musica prodotta nella penisola Iberica a tutto pensiamo tranne a sonorità doom e atmosfere fosche. La proposta di oggi però smentisce in parte questo preconcetto e ci regala lo squarcio di un paesaggio musicale che, da qualche ricerca che ho fatto e da qualche ascolto pregresso, è sicuramente interessante. Si tratta del disco d’esordio degli Ocean Gates uscito agli inizia di ottobre dello scorso anno per la Boomland Records e, non a caso, distribuito in esclusiva per l’Italia dalla prestigiosa Black Widow Records.
Il gruppo nasce e registra in Galizia, meravigliosa regione del nord della Spagna. Una terra intrisa di leggende e storie che si perdono nella notte dei tempi e dal paesaggio meraviglioso e affascinante anche, aggiungerei un soprattutto, quando viene avvolto dalla nebbia e sferzato dalle tempeste atlantiche. Elementi questi che, come possiamo notare anche solo guardando la copertina, si riflettono nelle atmosfere e nei testi dell’album.
Il primo impatto che si ha è, infatti, quello visivo e se la torre solitaria e il turbolento paesaggio hanno un valore simbolico importante non so quanti hanno riconosciuto nel fantasma che s’intravede la figura dell’attrice Theda Bara. L’immagine è quella tratta dal film muto del 1915 Sin, nel quale la protagonista alla fine del film perde la ragione.
Tra le fonti che ispirano la frontman Nuria Otero e gli altri membri del gruppo, oltre al cinema, la letteratura, i dipinti surreali di Beksinski, c’è la vita e la quotidianità. E anche loro, come tanti artisti, percepiscono il periodo storico che stiamo vivendo come un periodo di disfacimento e cambiamento profondo, che ha messo a nudo tutta l’ipocrisia di un sistema basato su false illusioni. La torre solitaria potrebbe essere interpretata come un’ultima roccaforte in cui ripararsi e dalla quale ricominciare. Questo è ciò che raccontano gli otto brani di un album, che si caratterizza per una intricata e intrigante miscela di sonorità che affonda le sue radici principalmente in quell’hard rock anni ’70 / ’80, anche se non mancano le incursioni in altri generi. Miscela che non sminuisce la bravura del gruppo, che riesce a rielaborare e dare nuova linfa, con buona pace di tutti, alla nostra musica.
Ocean Gates (il titolo coincide col nome della band) è disponibile in digitale, ma ha avuto anche una tiratura di 500 copie in vinile. Le prime 100 sono in vinile trasparente e, considerati gli ottimi riscontri avuti dalla band, potrebbero essere un buon obiettivo per i collezionisti.
La Black Widow Records quando ci mette lo zampino è sempre un bell’ascoltare.

Black Widow Records
Ocean Gates
Boomland Records

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Fortunato Mannino

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