Recensioni

Nonnon – L’inganno di un mondo ideale

Ilaria Lupi
Scritto da Ilaria Lupi

L’Inganno Di Un Mondo Ideale è l’ultimo album dei Nonnon.

Ritmi incalzanti, sonorità folk e armonie cantautoriali si intrecciano nell’ultimo album dei NONNON, uscito il 15 aprile 2019 per Reincanto Dischi/Believe Digital. L’inganno di un mondo ideale è un lungo percorso di consapevolezza che si snoda in 12 brani seguendo un filo conduttore ben preciso, a partire dal primo brano “Preludio all’inganno”, una presentazione narrata di un mondo ideale che come gran parte delle cose belle nasconde dietro di sé una dolorosa e ingannevole realtà. Segue “Ricciolo”, un brano ritmato segnato dal dolce suono del pianoforte, che apre le porte a “Coryphanta”, brano inizialmente elettronico che vira poi verso sonorità folk. E’ in “Riflessi”, quarta traccia del disco, che la voce calda ma potente di Domenico Lucchetti accompagnata dai riff di Paolo Ghirardelli ci immergono nella vera e propria bugia di un mondo opaco. Nel brano “Questo bel viaggio” appare il basso di Francesco Viani, uno dei tre ospiti speciali dell’album insieme alla voce narrante Mario Ciardulli e al banjo di Matteo Fiorin. Il racconto continua torbido e pieno di quesiti attraverso l’inganno fino ad arrivare all’ottava traccia “Fine condanna”, una luce di speranza evidenziata dai suoni orecchiabili che la compongono. Il disco si chiude con la title-track “L’inganno di un mondo ideale”, brano in cui i Nonnon sorprendono nuovamente l’orecchio dell’ascoltatore con sonorità jazz fuse con un rock caratterizzante della loro personalità artistica. L’album racchiude la capacità di questa band di spaziare, partendo dal genere rock fino ad arrivare a suoni folk, con intermezzi elettronici e ballate cantautoriali. Con questo lavoro i Nonnon ci hanno portato nel loro mondo, fatto di emozioni, storie e immagini, per condividere con noi un percorso evocativo sull’uomo e sull’inganno di cui spesso è vittima incosciente. La band ha sicuramente raggiunto una notevole maturità musicale pur rimanendo ancora leggermente slegata. Il proposito di spaziare da un genere all’altro è ambizioso e denota una grande consapevolezza musicale ma c’è ancora un po’ di lavoro da fare per raggiungere il connubio perfetto tra le varie sonorità. In ogni caso il disco si colloca di diritto negli album da ascoltare in questo 2019, facendosi spazio tra molti “inganni” commerciali della musica moderna e ricordandoci cosa vuol dire fare musica davvero.

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Ilaria Lupi

Ilaria Lupi

“Nasco in radio con un paio di cuffie e un microfono. Morirò ascoltando i Pink Floyd.”

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