Recensioni

Noah Gundersen – Lover

Un disco riflessivo, profondo, denso di significati esistenziali quasi fosse un pezzo della vita stessa

Parla d’amore e di fallimenti, di droghe, di sesso, di rimpianti, del trovare la pace. Un disco riflessivo, profondo, denso di significati esistenziali quasi fosse un pezzo della vita stessa. Contiene, l’ultima fatica discografica di Noah Gundersen, un brano dedicato a Robin Williams e uno dedicato ad Audrey Hepburn. “Lover”, è questo il titolo del lavoro (out il 23 di Agosto u.s. per Cooking Vinyl Limited) è una collezione di canzoni che raccoglie tredici titoli per circa quarantacinque minuti di musica. Buono il songwriting, le canzoni, tutte scritte dal cantautore di Seattle, fluttuano con il loro sound avvolgente, intimo e caldo. La supervisione artistica (curata dallo stesso Gundersen e da Andy D. Park) non fa una piega e il disco, fin dal primo ascolto, ci è parso suonato piuttosto bene.
Rarefatte atmosfere folk si mischiano ad un pop lieve che utilizza anche l’elettronica con l’intento di differenziare questa manciata di brani rispetto al sound consueto e già sentito di certo country folk rock americano.
Un disco di buon livello, innegabilmente, soprattutto un disco sincero e molto sentito dall’autore, almeno in apparenza. Eppure non pienamente convincente. Tra i brani non sono presenti pezzi-guida, brani che “spaccano”, e le suggestioni positive pur presenti e diffuse all’interno del CD tendono ad una uniformità che può essere noiosa anche perché supportata dalla voce e dal modo di cantare di Gundersen che si avvicina molto a quello, conosciutissimo e quindi già sentito, di Jackson Browne. Si ha poi, qua e la tra i solchi, l’impressione di una eccessiva leggerezza, di una improvvida virata da parte dell’americano verso i toni più dolci, melodici e leggeri di un certo pop dilagante. Sono beninteso, quelle appena riportate, impressioni registrate “a caldo”. Certamente, brani come “Styrofoam” (un brano essenziale, struggente, forse il più riuscito del CD), “Crystal Creek”, “Lover”, “Watermelon”, piaceranno molto a quelli, tra gli amanti del folk statunitense, che prediligono i toni leggeri e le melodie più dolci.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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