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Nirvana o del tramonto del pene

Un po’ di tempo fa si diceva che il pene maschile fosse la misura dell’arte, perché lo stesso aveva un significato mitologico, storico, sociale e non erotico o allusivo. Ma noi questa ‘misura del mondo (pene compreso)’ tesa verso la bellezza l’abbiamo persa da molto

I Talebani, gente si sa molto premurosa e sollecita col prossimo, hanno appena messo su un Ministero per la Prevenzione dei Vizi. Muovendo un po’ più Sud e un po’ più a Est lungo la catena dell’Himalaya, sorge un piccolo Stato di nome Bhutan, unico al mondo per il suo Ministero della Felicità voluto dal Re l’anno scorso per i suoi Sudditi, per garantire benessere a tutto il popolo. Il Re ha anche dichiarato che La felicità interna lorda è molto più importante del prodotto interno lordo.
E in Occidente, che si fa? È quanto mai urgente considerare l’istituzione di un Ministero dell’intelligenza presso tutte le Cancellerie occidentali. La perdita della stessa, infatti, misurabile come S.I.L. o stupidità interna lorda, ha raggiunto livelli veramente allarmanti.
Cosa ha agitato le cronache occidentali in questo scorcio d’estate, cosa ha mosso gli animi e le coscienze, quali i maître à penser che stimolano e ispirano l’opinione pubblica? Grandi scrittori? Naa… Politici? Macché I grandi temi ambientali? Ma quando mai.
Uno è Spencer Elden l’ex bimbo, oggi trentenne, ritratto sott’acqua nella copertina dell’album Nevermind del ’91. Di quell’album epocale che cambiò la musica ricorre il trentennale proprio adesso. E qual è il motivo di tutto quel successo. La musica? Naa La genialità di un artista? Macché. La creatività. Ma quando mai. Penso che il punto focale dell’immagine siano i genitali del bambino. E penso anche che prima che questo album fosse pubblicato, i Nirvana erano una band grunge del tutto sconosciuta ha dichiarato l’avvocato dell’ex bebè che ha intentato una causa milionaria.
E da lì si è aperto il vaso di Pandora. Intanto è partita una class action dei puttini barocchi contro Guido Reni, Isidoro Bianchi, Bartolomeo Guidobono, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, Francesco Cairo, Francesco Ladatte, Amédée Philippe Van Loo, Camillo Rusconi e di Paul Heermann e molti altri. La prima udienza è fissata a breve. Tremano gli avvocati di Donatello e Mantegna. Francesco Urbini, detto anche l’Arcimboldo del pene, vedete se volete le sue splendide maioliche, pare si sia già rifugiato a Cuba.
L’altro polo è l’11 Settembre. Fatto che ha cambiato la nostra storia recente. E qui chi ci poteva essere a illuminarci? Un testimone diretto? Naa… Un politologo? Macché. Un politico? Ma quando mai. Rocco Siffredi
Su Repubblica ci ha informato che in quel momento, proprio in quel momento lui stava … beh è ovvio, suvvia, cosa stesse facendo il nostrano Priapo. È a Praga, scende nudo in strada, no non per l’impressione del fatto, lo fa sempre nelle pause tra una ripresa e l’altra. E c’è un’attrice americana che lo informa. Testimonianza fondamentale e anche molto decorativa.
Un po’ di tempo fa si diceva che il pene maschile fosse la misura dell’arte, perché lo stesso aveva un significato mitologico, storico, sociale e non erotico o allusivo, aspetto che restava confinato nell’ambito della vita quotidiana, ragion per cui il David non si è mai considerato poco dotato né tantomeno imbarazzato. Ma noi questa ‘misura del mondo (pene compreso)’ tesa verso la bellezza l’abbiamo persa da molto. Oggi basta essere dotati, non importa molto di che.
Eppoi ci meravigliamo che i nemici dell’Occidente ci definiscono una società del c…
Che dite le superiamo le 500 mila firme per un referendum sul Ministro dell’Intelligenza tra una cannabis e l’altra?

Racconto di Massimiliano Bellavista
Copertina di eineBerlinerin

About the author

Massimiliano Bellavista

È stato detto di Massimiliano Bellavista, ingegnere, scrittore blogger e docente universitario, che cerchi sempre nelle parole proprie altrui la tana del Bianconiglio. Nella tana spera di trovare un punto di vista particolare o anche solo qualcosa di speciale che nessuno ha colto prima. A volte ci riesce, a volte si accontenta di qualche gioco di prestigio. Se non proprio il Bianconiglio dalla tana, almeno sarà capace di tirarne fuori uno dal suo cilindro.
Si ritrova molto bene nella parola ‘Quatsch’ ma solo se significa ‘caos’, un caos nobile, perché crede molto nelle zone grigie, di confine, dove ad esempio i confini tra musica e parola si attenuano fino a sparire.

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