Sound&Vision

Nina Pedersen @ Auditorium PdM

Claudia Leone
Scritto da Claudia Leone

ALL’AUDITORIUM CON NINA PEDERSEN: QUANDO IL JAZZ SI TINGE DI “HYGGE”

Ho iniziato ad apprezzare il jazz girovagando tra i locali fumosi e ricchi di fascino di una Edimburgo di tanti anni fa, dove la musica prima di essere spettacolo è il racconto di un percorso artistico. Ascoltare dal vivo “Eyes wide open”, l’ultimo disco di Nina Pedersen, in concerto all’Auditorium di Roma lo scorso 10 novembre, mi ha riportato con la mente indietro nel tempo.
Quello di Nina Pedersen è un jazz intimo che ti avvolge con le parole tanto quanto con le note. Elegante e delicata, la vocalist norvegese, ma italiana d’adozione, entra in scena accompagnata da un trio di musicisti fidati: Pierpaolo Principato, Marco Loddo e Giampaolo Scatozza ai quali si aggiungono, su alcuni brani, Aldo Bassi e Paolo Innarella.
Ad aprire il concerto è la canzone che dà il titolo all’album, “
Eyes Wide Open”, che vuol dire avere gli occhi spalancati, ma è anche un invito ad osservare e ascoltare con attenzione se stessi e ciò che ci circonda. E piano piano, con i brani che seguono, Nina ci porta alla scoperta del suo mondo interiore. Ci parla delle sue affinità musicali rendendo omaggio a Karin Krog, forse la più famosa cantante jazz norvegese vivente, con una bella interpretazione di “Ribbon of sand”. Ci racconta poi della solitudine di una casa vuota in “These Empty Walls” e ci fa sorridere quando, con un pizzico d’ironia, dedica “Granny’s Waltz” alla suocera italiana catapultandoci nella sfera dei suoi affetti più privati. La stessa vena introspettiva percorre “Mother & Son”, che affronta il complicato rapporto tra genitori e figli e la bellissima “Mrs Nielsen” nella quale il tema del ricordo si intreccia con quello dello scorrere del tempo e della vecchiaia. Ad intervallare i brani originali ci sono canzoni della tradizione musicale scandinava con l’accompagnamento del coro jazz ConCorde, diretto e fondato da Nina stessa 16 anni fa.
L’intera performance è un inno alla musicalità interiore che, per qualche ora, ti porta lontano dai ritmi frenetici della vita quotidiana regalandoti un po’ di sana armonia. I danesi hanno una parola speciale per definire tutto ciò: “Hygge” che s
ignifica creare un’atmosfera accogliente, piacevole, intima circondati dall’affetto delle persone care. Ecco, se siete in cerca di questo feeling, la musica di Nina Pedersen è proprio quello che fa per voi.

Articolo di Claudia Leone
Foto di Lisa Lancorai

 

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