Recensioni Soundcheck

NIMBY – Not In My Back Yard

Fortunato Mannino

percorriamo la famigerata 106 e tra squarci paesaggistici mozzafiato, qualche sosta a carattere enogastronomico, veloci ma non troppo… risaliamo la costa ionica. Nel nostro lettore i NIMBY!

Come detto nel precedente articolo il pulmino di SOund36 continua a sostare in terra calabra. Da Reggio percorriamo la famigerata 106 e tra squarci paesaggistici mozzafiato, qualche sosta a carattere enogastronomico, veloci ma non troppo… risaliamo la costa ionica.
Nel nostro lettore i NIMBY!
Gruppo catanzarese attivo dal 2008 ha al suo attivo l’EP A glimpse of world seen thru the eyes of an oldtree, diversi video, tanta attività live e, come spesso capita… diversi cambi di formazione.
Nel 2011 la band trova il suo equilibrio, l’attività live s’intensifica e con essa giungono anche i primi riconoscimenti… le condizioni per il primo album in studio sono mature!
L’album autoprodotto, come molti dei migliori album del nostro panorama musicale, concilia la tradizione con l’estro creativo e, cosa non da poco con l’Arte. Anche i NIMBY, infatti, si allineano a quella tendenza che riscontriamo, sempre più spesso e con piacere, di trasformare l’artwork del disco in oggetto d’arte. Questa volta il connubio si concretizza con la riproposizione di tre opere di Nik Spatari: Infanzia Di Stella (per la copertina); Idoli (per la seconda di copertina); Astratto III (sul supporto cd).
Un connubio che va, comunque, oltre la riproposizione delle opere del grande maestro mammolese la cui fama è internazionale. I N.I.M.B.Y., infatti, hanno registrato, sotto la sapiente produzione di Fabio Magistrali (Afterhours per fare un nome) il loro album d’esordio nel parco museo MUSABA che Nik Spatari ha creato a Mammola. Un giornalista musicale si fermerebbe qui ma… io non sono un giornalista musicale ma un appassionato di musica e un amante di belle cose quindi… continuo invitandovi a visitare quel paesino incantevole che è Mammola.
Not In My Back Yard, dunque, prende forma lì dove l’Arte si respira ed è un album che gli amanti del buon sano Rock apprezzeranno sicuramente. Una definizione forse un po’ generica, ma il bello di questo disco è proprio questo. Le diverse anime musicali s’intrecciano e s’inseguono dando vita ad un sound originale che sa bilanciare l’aggressività peculiare dell’indie rock con tutto il suo bagaglio di distorsioni, con l’elemento classico che nello specifico è rappresentato dal flauto traverso e la classicità delle radici che spaziano dalla psichedelia al grunge.
Per quel che riguarda i testi Not In My Back Yard (Non Nel Mio Giardino) è già di per sé un manifesto, considerato che incarna il disgusto che la maggioranza dei calabresi nutre verso quello che sembra un destino segnato e immutato da secoli. Temi sociali, dunque, ma anche temi intimistici che, insieme ad sound accattivante caratterizzano l’esordio di un’altra band capace di proporre un sound maturo e di ampio respiro!

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