Sound&Vision

Niklas Paschburg @ Chiesa Evengelica-Luterana, Trieste

Giovanni Aiello
Scritto da Giovanni Aiello

La musica di Niklas Paschburg è composta da note arruffate, classiche e indie; con quella spolverata di pop residuo che pettina l’armonizzazione melodica.

Spiritualità e musica sono legate indissolubilmente. Non ci credete? Provate a pensare al medioevo: quando, tra un duello a singolar tenzone e una guerricciola, le antiche genti si radunavano in chiesa ad intonare salmi e canti gregoriani all’Altissimo; scandendo inconsapevolmente le fondamenta collettive della musica moderna.
Provate a pensare ai monaci di clausura che scoprirono il tritono e lo chiamarono, con affabile ironia, “diabolus in musica”.
Ora provate a pensare a come debba essere, mill’anni dopo, suonare ciò ch’è profano in una parrocchia.
Spirituale, vero?
La chiesa Evangelica-Luterana di Trieste è scarna e austera come si confà ad una città che già per sua natura è asburgica e solenne. Niklas Paschburg è un polistrumentista che proviene da Amburgo, giovanissimo.
La sua musica è composta da note arruffate, provenienti dall’esperienza classica e al contempo indie; con quella spolverata di pop residuo che pettina l’armonizzazione melodica.
Durante il concerto – organizzato da YEAH – il pubblico è assorto nella propria intimità; mentre la musica dell’Artista scandisce i suoni e gli odori del Mar Baltico, i sapori della sua terra, il floreale gusto barocco dell’amore per l’Arte.
Il silenzio è un suono dirompente, accarezzato dalla musica; contemplazione e raccoglimento. Le note riempiono la severità della chiesa protestante di un colore magico, inconsciamente selvaggio.
Il risultato finale si compone dell’unione sublime tra ciò ch’è vecchio e ciò ch’è nuovo: l’uso sapiente del cupo Synth e delle percussioni, accanto alla dolcezza del pianoforte e all’allegria della fisarmonica.
Non è così facile, di questi tempi, scovare degli artisti che in qualche modo non ripropongano stili o modalità musicali già trite e consunte; bensì utilizzino le proprie capacità artistiche, morali e umane per produrre qualcosa di originale e inimitabile. Niklas e gli organizzatori del concerto ci sono riusciti, anche nell’accurata e azzeccata scelta del palco – quasi unico nel suo genere.
Siamo sicuri che, nell’oscurità della chiesa, persino Lutero fosse lì; soddisfatto di come la Musica possa unire gli uomini, di come possa produrre gioia, una frazione di ciò ch’è il Bello. Ripetendo sarcasticamente, come suo solito: “Ciò che si fa a propria discrezione è per il diavolo”.
Articolo e Fotografie di Giovanni Aiello.

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