Recensioni

Night Dreamers – Téchne

Fortunato Mannino

I nove brani raccontano storie ed emozioni, personaggi e macchine che sono nella storia dell’automobilismo

Raccontare è non facile, difficile farlo per immagini, ancora più difficile riuscire a farlo attraverso la Musica. Quando ci si riesce possiamo parlare, senza ombra di dubbio di Arte, perché all’elemento prettamente stilistico e culturale si sublima l’elemento evocativo. Gli album che riescono a conciliare questi tre elementi sono davvero pochi e, forse un po’ per deformazione professionale, sono quelli che amo di più. Sono quegli album che rispolverano immagini sbiadite e a volte dimenticate, di una società consegnata alla Storia o al ricordo del singolo e le ripropongono alle nuove generazioni, esaltandone l’aspetto emozionale. Dalla copertina dell’album avrete già capito che i nove brani proietteranno l’ascoltatore nel mondo delle prime pionieristiche gare automobilistiche e della velocità. Un’età romantica che ha segnato un’epoca e che ha reso indissolubile e speciale il rapporto macchina – uomo. Impossibile non pensare all’esaltante ed esaltata stagione futurista, impossibile non pensare al quel mondo fatto di uomini, che con le loro imprese e, spesso, con la loro tragica fine, sono entrati nella leggenda. Concetti che si sublimano nel termine greco Téchne, che dà il titolo a questo affascinante album firmato dai Night Dreamers.
Un album non facile da concepire, non facile da realizzare ma di cui è facilissimo innamorarsi. È vero, non è la prima volta che la Musica celebra l’automobilismo, il suo mondo e i suoi eroi, ricordo le figure di Nuvolari e Senna nelle canzoni di Lucio Dalla, ma è la prima volta, almeno per quel che mi ricordi, che un intero album di musica jazz venga dedicato a questo mondo. Un’impresa non facile, ma che è perfettamente riuscita ai Night Dreamers, quartetto jazz che molti lettori avranno ammirato a Nessun Dorma, programma musicale di Rai Cinque.
I nove brani, come scritto precedentemente, raccontano storie ed emozioni, personaggi e macchine che sono nella storia dell’automobilismo ma, forse, non più nella memoria di tanti. Il brano numero tre, La Sorte e il Quadrifoglio, per esempio, ci ricorda la figura Ugo Sivocci, il pilota che ideò il simbolo del quadrifoglio per l’Alfa Romeo e che morì nell’unica gara in cui la sua Alfa non portava il suo talismano. Per la cronaca era il marzo del 1923 e l’autodromo era quello di Monza. Tutti conosciamo il simbolo dell’Alfa Romeo, ma non so quanti ricordano l’episodio e l’autore di quel simbolo. E a queste che sono le notizie che potete leggere nel booklet, aggiungo che fu Ugo Sivocci a introdurre Enzo Ferrari, di cui era grande amico, nel mondo dell’automobilismo.
Brano nostalgico e romantico al tempo stesso, 6C1750 racconta, invece, del leggendario sorpasso a fari spenti di Nuvolari ai danni dell’amico rivale Varzi nella Mille miglia del 1930. Episodio che credo sia nella memoria di tutti. Queste sono solo due delle nove storie racchiuse in Téchne.
Dei Night Dreamers ho accennato prima, ma è doveroso, considerata la bellezza dell’album e il talento dei singoli, presentarli: Simone Garino al sax, Dario Scopesi contrabasso, Antonio Stizzoli batteria e Emanuele Sartoris al piano. Quest’ultimo, autore di gran parte dei brani dell’album, non è un nome nuovo per i lettori di SOund36, visto che pochi mesi fa lo abbiamo presentato in occasione del concerto di apertura della stagione di musica classica presso la fondazione Liszt di Bologna.
A questo punto non mi resta che consigliarvi l’acquisto e augurarvi buon ascolto.

Emanuele Sartoris 

Rosario Moreno

BlueArtManagement 

Night Dreamers 

Alfa Music 

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