Recensioni

Nicolas J. Roncea – Eight part one

Fortunato Mannino

Tutte e canzoni nella loro diversità hanno una carica emotiva ed evocativa che le caratterizza e le rende ugualmente affascinanti

Il nome di Nicolas J. Roncea, per chi conosce l’intricato mondo dell’underground musicale italiano, non è sicuramente nuovo. Noi di SOund36 l’abbiamo incontrato sia nelle vesti di chitarrista dei Io Monade Stanca, gruppo che abbiamo segnalato come uno dei migliori del 2013 e che oltralpe sta riscuotendo un notevole successo, sia come songwriter in occasione dell’uscita dell’apprezzatissimo Old Toys nel 2012. Ma al di là delle nostre ottime recensioni, è la critica nazionale e internazionale ad apprezzarne il talento artistico.
Oggi torniamo a parlare di Nicolas J. Roncea perché il 25 dicembre sarà disponibile la versione fisica di Eight part one. L’album è stato, infatti, già presentato in fieri sul canale YouTube dell’artista ed è già disponibile in digitale, ma l’ottima risposta del pubblico e le numerose richieste hanno convinto l’autore a rendere disponibile anche una versione in cd.
Eight part one è il primo tassello di un progetto ambizioso, quanto affascinante, che si compone di tre album di 8 canzoni ciascuno. Cosa saranno la parte two e three non lo sappiamo, sappiamo però che part one s’innesta perfettamente in un filone cantautorale che più che guardare alla tradizione italiana rivolge lo sguardo a quella anglo-americana. Liriche scritte e pensate in lingua inglese e una strumentazione ridotta essenzialmente a voce e chitarra caratterizzano i 28 minuti di quest’album. Un album in cui prevale l’elemento intimista ma, allo stesso tempo, è tangibile la passione e l’amore verso la Musica. Elemento, quest’ultimo, non scontato e che conferisce quell’autenticità che distingue un lavoro da un lavoro ben fatto. Difficile segnalare tra le sette canzoni firmate Roncea una canzone in particolare. Tutte, infatti, nella loro diversità hanno una carica emotiva ed evocativa che le caratterizza e le rende ugualmente affascinanti. Un fascino malinconico forse un po’ decadente ma pur sempre fascino. Discorso a sé merita Animal Were Gone, cover di Damien Rice ma… lascio a Voi il compito di trovare le parole giuste per raccontarla.

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