Recensioni

Nicola Pisu – Lettere da Spoon River

Fortunato Mannino

La sua capacità di plasmare le parole e regalare squarci pieni di vita (vissuta) non ha paragoni

La pandemia, inutile nascondercelo, ha condizionato direttamente o indirettamente le produzioni musicali di questo periodo. Ripeterlo, forse, è monotono ma è indubbio che nel recensire un album o una canzone, che hanno preso forma in questo periodo, farne riferimento è quantomeno obbligatorio.
Nicola Pisu, cantautore indicato tra gli epigoni di Leonard Cohen, per me, semplicemente, una persona straordinaria e un sapiente artigiano della Parola, ha rispolverato un vecchio brano e l’ha rivestito insieme al maestro Giovanni Vicidomini, di sonorità ed emozioni.
Il titolo è Lettere da Spoon River, ovvero, un viaggio tra i sogni che Morte ha spento. Anime che raccontano squarci del loro vissuto, dei loro sogni che si sono spenti. Anime diverse ma unite nell’unanime nostalgia dell’a due passi dalla vita così lontani e vicini […]. Vizi e virtù, ricchezza e povertà, gioie e dolori, tutto svanisce nel sonno senza sogni e il pensiero corre veloce a quelle tantissime bare, che abbiamo visto sfilare mute durante una pandemia non ancora finita. E la domanda è se ha senso accanirsi in qualcosa di futile ed effimero visto che il tempo dipana inesorabile i giorni che restano.
Lettere da Spoon River è un brano che ha trovato il suo tempo oggi, ma nasce trent’anni fa su un impulso che da insegnante m’inorgoglisce. Tante generazioni passano tra i banchi di scuola, ma noi insegnanti che doniamo loro tempo, vita e passione raramente sappiamo cosa sarà di tutto questo. Nasciamo e moriamo ad ogni ciclo scolastico e sapere che il lavoro e la passione di una collega sia complice, in qualche modo, della nascita di un cantautore sensibile e colto come Nicola Pisu mi dà quella speranza, che un lavoro spesso mortificato e soffocato a volte toglie.
Lettere da Spoon River è una lunga ballata nella quale il delicato tema della Morte e, permettetemi, anche della Vita pur se riflessa, vengono trattati con la delicatezza che è peculiarità della poetica di Nicola Pisu.
La sua capacità di plasmare le parole e regalare squarci pieni di vita (vissuta) non ha paragoni.

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