Sound&Vision

NEK @ Bissuola live

Scritto da Valeria Bissacco

Un artista che continua a scegliere l’essenzialità come forma di libertà

NEK, Bissuola live MESTRE (VE),
12 giugno 2026

C’è una luce particolare, nelle sere d’estate al parco Bissuola Albanese di Mestre. Una luce che non illumina soltanto: svela. In quella soglia tra giorno e notte l’area concerti dedicata alla rassegna Bissuola live – Palcoscenici metropolitani, l’interessante serie di eventi a biglietto dal prezzo contenuto organizzata ogni estate da Arteven, si riempie di coppie più o meno giovani, famiglie, adolescenti, fan di lunga data e semplici appassionati di musica dal vivo: un mosaico umano che racconta più di qualsiasi statistica sul pubblico della musica italiana.
Sul palco, la sera del 12 giugno in attesa di Nek, solo tre strumenti stanno appoggiati in silenzio: una chitarra, un basso, una batteria. Nessuna scenografia, nessuna promessa di spettacolarità. È un’immagine scarna, in netto contrasto con la tendenza più spettacolare degli eventi dal vivo che va per la maggiore e forse per questo ancora più apprezzabile: suggerisce un ritorno all’essenziale, alla fisicità del suono, alla responsabilità del gesto.
Quando Nek entra in scena, lo fa con la naturalezza di chi ha attraversato trent’anni di carriera e ha scelto di non portarne il peso ma la consapevolezza. Imbraccia il basso come si indossa un ruolo antico, primario. E in quel gesto c’è già la chiave della serata: un artista che decide di tornare al nucleo del proprio linguaggio.
Il primo brano esplode senza preamboli. Il suono è asciutto, diretto, quasi ruvido. La chitarra di Emiliano Fantuzzi apre fenditure luminose, la batteria di Luciano Galloni costruisce un terreno solido, pulsante. Filippo Neviani, a tutti noto come Nek, si muove dentro alla musica con una voce sorprendentemente fresca, capace di attraversare registri emotivi diversi senza mai perdere autenticità.
L’artista si dà molto e la piazza risponde come un organismo unico. Non c’è distanza, non c’è attesa: c’è partecipazione. Il pubblico delle prime file si alza, affolla la transenna fin dai primi brani, e Nek incoraggia la “festa”. In un’epoca in cui il concerto è spesso vissuto attraverso lo schermo di uno smartphone, qui accade l’opposto: i corpi avanzano, le voci si intrecciano e la musica torna a essere un’esperienza collettiva.
Sul palco il trio funziona in perfetta sinergia. Fantuzzi passa da un fraseggio pulito a un riff quasi grunge con una naturalezza che racconta anni di mestiere, Galloni dosa le dinamiche con una precisione che non è mai rigida mentre Nek guida tutto con un basso che orienta. È un equilibrio raro, che restituisce alla performance una dimensione quasi artigianale, pulsante.
Verso metà concerto, quando il cielo è ormai scuro e le luci del palco disegnano geometrie essenziali, accade il momento più rivelatore. Nek riprende alcune delle sue hit più note, ma in veste nuova, più cruda, più fisica, più vera. È in quell’istante che la direzione del tour NEK HITS LIVE 2026 si manifesta con chiarezza. Non è un’operazione nostalgica, non è un revival: è un atto di riappropriazione. L’ artista rilegge il proprio repertorio alla luce di ciò che è diventato, non di ciò che è stato.
La piazza lo percepisce. E lo restituisce con un entusiasmo che non ha età. Ci sono cori che sembrano abbracci, sorrisi che si accendono come lampade improvvise, bambini che ballano ai lati della folla: un senso di comunità raro.
Il finale è un crescendo che non cerca l’effetto, ma la verità. Il trio spinge, la piazza risponde, Nek sorride come chi ha trovato un nuovo modo di stare nel proprio passato senza esserne prigioniero. Quando l’ultima nota svanisce e le luci si spengono, resta nell’aria una sensazione precisa: quella di aver assistito non solo a un concerto, ma a una piccola rivoluzione: un artista che sceglie l’essenzialità come forma di libertà.

Grazie ad Arteven per la preziosa disponibilità e a Friends & Partners per l’opportunità.

Scaletta di Mestre del NEK HITS LIVE 2026

  1. Almeno stavolta
  2. Se una regola c’è
  3. Dimmi cos’è
  4. Contromano
  5. Mi farò trovare pronto
  6. Sul treno
  7. Sei solo tu
  8. Nella stanza 26
  9. Vivere senza te / Vulnerabile / Va bene così (medley)
  10. Tu sei, tu sai
  11. Amami
  12. In te
  13. Cuori in tempesta
  14. La vita è
  15. E da qui
  16. Uno di questi giorni
  17. Gli spari sopra (cover Vasco Rossi)
  18. Cielo e terra
  19. Congiunzione astrale
  20. Ci sei tu
  21. Lascia che io sia
  22. Fatti avanti amore
  23. Sei grande
  24. Se telefonando (cover Mina)
  25. Laura non c’è
  26. Se io non avessi te

Il Tour estivo 2026 di Nek organizzato da Friends & Partners si è aperto con la data del 2 giugno 2026 a Civitanova Marche (MC), seguita poi da Formia (3 giugno) e Mestre (12 giugno).

Prossime date:
26 giugno 2026 – Alessandria
4 luglio 2026 – Vienna (Austria)
13 luglio 2026 – Varallo Sesia (VC)
21 luglio 2026 – Caldaro (BZ)
22 luglio 2026 – Villafranca di Verona (VR)
26 luglio 2026 – Grado (GO)
29 luglio 2026 – Perugia
31 luglio 2026 – Sanza (SA)
5 agosto 2026 – Forte dei Marmi (LU)
8 agosto 2026 – Asiago (VI)
9 agosto 2026 – Isola di Albarella (RO)
13 agosto 2026 – Marina di Mancaversa (LE)
17 agosto 2026 – Lioni (AV)
18 agosto 2026 – Rocca Imperiale (CS)
21 agosto 2026 – Marina di Modica (RG)

https://www.facebook.com/NekOfficial

https://www.facebook.com/arteven

https://www.facebook.com/friendsandpartnersofficial

 

 

 

About the author

Valeria Bissacco

Sono nata sotto il segno dei Pesci, sono diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, vivo in Veneto e mi occupo di fotografia per passione praticamente da sempre. Amo la musica italiana e da quando avevo 12 anni seguo i concerti dei miei artisti preferiti e li fotografo, unendo così le mie due più grandi passioni. Pratico Arti Marziali (la mia terza passione), insegno Karate ai bambini e alle persone con disabilità, mettendomi in gioco ogni giorno sul tatami come nella vita. Il mio bisogno di nutrirmi di bellezza mi porta spesso in giro per l’Italia e l’Europa a visitare musei, assistere a concerti, eventi, esposizioni d’arte o semplicemente (da vera pesciolina) su una spiaggia solitaria in Grecia ad ammirare e respirare il mare.

Per ZONA Editore ho curato l’inserto fotografico del libro: Francesco Baccini, ti presto un po’ di questa vita, e ho pubblicato una raccolta di racconti che prendono spunto dalle canzoni della mia vita: Margherita, Alice e le altre.
Ho esposto le mie foto a Milano, Treviso e Castelfranco Veneto.
Alcune mie immagini compaiono all’interno della copertina di album di Francesco De Gregori, nel dvd di Dalla e De Gregori Work in progress, e nei dischi di altri musicisti emergenti.
Mie foto di De Gregori sono inoltre in copertina di una storia della canzone di De Gregori a cura di Enrico Deregibus e all’interno di altre pubblicazioni a carattere musicale.

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