Recensioni

Mulatu Astatke live Auditorium Parco Della Musica

Victor Deleo
Scritto da Victor Deleo

flusso sonoro innovativo che non scade mai nella sterilità tipica di un certo tipo di sperimentalismo, ma che tuttavia affonda le sue radici in un sostrato culturale di matrice antichissima

Un concerto superlativo quello svoltosi all’Auditorium Parco della musica di Roma lo scorso 24 ottobre.
Mulatu Astatke ha presentato il suo nuvo album “Sketches of Ethiopia” e con i suoi bravissimi musicisti ha dato vita ad una miscela fra jazz, latin, fusion, funky il tutto condito con elementi di musica Etiope.
Un flusso sonoro innovativo e assolutamente in linea con la contemporaneità, senza mai scadere nella sterilità tipica di un certo tipo di sperimentalismo, ma che tuttavia affonda le sue radici in un sostrato culturale di matrice antichissima.
Nato a Jimma nel 1943 Astakte è stato il primo studente africano al Berklee College e questa fusione fra elementi tipicamente afro e prettamente occidentali si rispecchia ed è il punto di forza della sua musica, in grado di accontentare sia chi ricerca un certo tipo di stimolo più cerebrale sia gli amanti di una certa fisicità.

Mulatu Astatke, vibrafono, Wurlitzer, Percussioni
Byron Wallen, tromba
James Arben, sax
Danny Keane, cello
Alexander Hawkins, piano
Neil Charles, contrabbasso
Tom Skinner, batteria
Richard Olatunde Baker, percussioni

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