Un viaggio emozionale tra musica, cinema e paesaggio: è quanto ha offerto lo scorso 6 luglio Armonie d’Arte Festival con uno spettacolo carico di suggestione, dedicato al grande Ennio Morricone, a cinque anni dalla sua scomparsa.
Un tributo tra classico e moderno
Il format “Morricone Pop Star” ha reso omaggio all’eclettico compositore italiano, rielaborando le sue celebri colonne sonore in una chiave inedita, a metà strada tra classico e moderno. Un esperimento audace, che ha saputo mescolare il mondo sinfonico con quello del mainstream, senza perdere la profondità artistica tipica del Maestro.
Tra le composizioni proposte non sono mancati i capolavori legati alla collaborazione con Sergio Leone, come C’era una volta il West, ma anche brani di grande intensità quali Mission, Nuovo Cinema Paradiso, La Califfa, Malèna e Sacco e Vanzetti.
Una serata tra musica e emozione
L’evento ha segnato anche i 25 anni del Festival, fondato e diretto da Chiara Giordano, che ha guidato il pubblico in un’immersione emozionale nel cuore del suggestivo Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, a Borgia (CZ).
A dare voce e corpo all’omaggio è stato il Coro Lirico Siciliano, diretto dal M° Francesco Costa (anche coordinatore del Festival dei Teatri di Pietra), con 19 coristi e 13 musicisti. L’ensemble ha interpretato gli arrangiamenti del compositore Corrado Neri, accompagnando la straordinaria performance del giovane tenore calabrese Lorenzo Papasodero, originario di Satriano (CZ).
Il lato pop di Morricone
Non solo cinema: lo spettacolo ha esplorato anche il lato più “pop” del compositore, rivisitando i brani che Morricone ha reso immortali negli anni ’60 e ’70. Canzoni come “Se telefonando”, “Che cosa c’è” e “Il mondo” hanno acceso la platea, che ha intonato i ritornelli con entusiasmo e commozione, testimoniando ancora una volta il potere universale della musica.
Il messaggio: l’arte come eredità collettiva
Limpido il messaggio lanciato dalla direttrice artistica Chiara Giordano:
«Fin dalla notte dei tempi, arte e cultura sono il fondamento della civiltà e devono restare baluardo di dialogo, comprensione e pace. Un’eredità collettiva che ciascuno di noi è chiamato a custodire e promuovere, malgrado le correnti avverse».
Una filosofia che Armonie d’Arte Festival porta avanti da 25 anni, nonostante le difficoltà organizzative di un’epoca complessa, meritando tutto il sostegno possibile da parte del pubblico e delle istituzioni.
Un invito al sostegno attivo
Anche Massimo Poggi, imprenditore e sostenitore del Festival, ha sottolineato l’importanza di essere partecipi:
«Ciascuno, secondo le proprie possibilità, può diventare alleato attivo di un progetto culturale di qualità».
Il Festival si inserisce nel più ampio disegno di una “Calabria Straordinaria”, in linea con il claim regionale, offrendo eventi che parlano a pubblici diversi per età e sensibilità.
Nuove rotte mediterranee: l’arte come energia etica
Sotto il tema direzionale “Nuove rotte mediterranee”, declinato quest’anno in “Transiti”, il Festival propone un ricco calendario di appuntamenti, consultabile su www.armoniedarte.com. L’obiettivo? Alimentare il fuoco della conoscenza, generando un circolo virtuoso di condivisione e bellezza.
Perché, come ricorda la visione del Festival: L’arte non è solo esperienza estetica, ma energia etica viva, capace di costruire identità, appartenenza e futuro.
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