Interviste

Moonin Down

Scritto da Red

La band lucchese è in procinto di portare la loro rock-psichedelica musica oltre i confini nazionali

Intervista di Annalisa Michelangeli

Con molto piacere SOund36 ritrova i Moonin Down, band lucchese in procinto di portare la loro rock-psichedelica musica oltre i confini nazionali con un tour estivo che impreziosirà i palchi di Lussemburgo, Belgio e Regno Unito. Ce ne hanno parlato  in quest’intervista.

Come è nata la possibilità di far ascoltare la vostra musica all’estero?
Abbiamo sempre avuto una vocazione internazionale, esprimerci attraverso l’Inglese non è stato frutto di una scelta ponderata, ma un naturale istinto (probabilmente frutto del plagio che la musica anglosassone ha operato su di noi!). Fin dai nostri esordi live ci siamo accorti di come avessimo maggior riscontro e apprezzamento nel pubblico che proveniva dalla vicina base americana di Camp Darby e anche per quanto riguarda gli ascolti del nostro ultimo album The Third Planet gli ascolti dal territorio Italiano sono una percentuale bassa. Ci piace confrontarci con le realtà oltre confine, suoneremo a due festival in Inghilterra e Galles insieme ad altre band che portano avanti vari modi d’intendere la musica psichedelica, tutto questo grazie a Monica Melissano di A Giant Leap Promotion con cui lavoriamo per organizzare i nostri live e con cui abbiamo intenzione di incrementare la nostra presenza all’estero.

Cosa desiderate più di tutto portare in Lussemburgo, Belgio e UK?
Partiamo aperti allo scambio, curiosi di vivere situazioni e ascolti che speriamo possano sorprenderci. Allo stesso tempo portiamo la nostra identità frutto di molti anni insieme: un suono che unisce energia ruvida, calda introspezione e cerca di non usare strade facili e troppo riconoscibili.
Ogni Paese ha una propria sensibilità musicale e culturale e per noi è sempre un privilegio entrarci in contatto, ci auguriamo che il pubblico possa riconoscersi nelle tematiche che raccontiamo e possa perdonare eventuali inflessioni Italiane! Al di là della lingua e dei confini, crediamo che la musica abbia la capacità di creare connessioni autentiche basate su profonde risonanze che hanno radici in parti inconsce del nostro essere, sicuramente meta-razionali.

 Quali novità ci saranno riguardo alla vostra futura produzione musicale?
Siamo in una fase molto creativa e stiamo lavorando a nuovo materiale che rappresenta un’evoluzione naturale del nostro percorso. Le nuove canzoni, alcune delle quali anticiperemo in questi live per testarle, manterranno il DNA dei Moonin Down, ma esploreranno territori sonori ancora più ampi, con arrangiamenti più maturi. Stiamo collaborando ormai da un anno con Alex Maas dei Black Angels che sarà presente nel prossimo album e ne sarà il produttore.

Avremo occasione di vedervi presto anche in Italia?
È nostra intenzione suonare il più possibile anche in Italia, non vediamo l’ora che escano le nuove canzoni e nel frattempo vogliamo suonarle per vedere di nascosto l’effetto che fa! Alcune stanno ancora evolvendo sotto gli stimoli e il confronto con Alex e ci piace cambiarle di concerto in concerto. Chi fosse curioso di sentirle in anteprima può sempre chiamarci…

 

Line up Moonin Down:

 Stefano Biagioni: chitarra, voce.

 Fabio Buda: basso, voce.

 Alessio Tambellini: batteria, voce.

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