Recensioni

Io Monade Stanca – Three Angles

Fortunato Mannino

Album caratterizzato da strutture ritmiche complesse e atipiche che si aprono a uno sperimentalismo che non cede al freddo tecnicismo, riuscendo a coinvolgere, affascinare e stupire l’ascoltatore.

Alla domanda cos’è la Musica? Posso rispondere solo in parte perché ognuno di noi ha la sua verità, i suoi gusti e nella Musica ognuno ricerca quello che gli è più consono. Per chi scrive di Musica rispondere alla domanda è un po’ più complicato. Ci s’imbatte, infatti, in una gran varietà di stili, in un numero infinito di proposte e poi ci sono i gusti personali che influiscono non poco sulla scelta o meno di fare una recensione. Per quel che mi riguarda ho deciso di proporre solo artisti e gruppi che hanno suscitato in me emozioni e questo al di là di un concetto tutto aleatorio di qualità.
Rispondo così a chi, in queste ultime settimane, mi ha chiesto il perché i miei articoli abbiano sempre un taglio positivo.
Fatta questa premessa doverosa, aggiungo anche l’invito a riscoprire l’emozione di mettere un disco sul piatto, a toccarne la copertina per scoprirne i particolari, per poi dare il giusto tempo alla Musica e il giusto riconoscimento a chi alla Musica dedica la vita.
E il giusto tempo lo merita sicuramente il quarto album dei Io Monade Stanca! Three Angles ha, infatti, in sé le giuste dosi di passione e creatività. Una passione che li ha portati a suonare un po’ in tutta Europa e una creatività che non ha tolto loro il gusto del divertimento, dell’ironia e dell’autoironia.
Album non semplice perché caratterizzato da strutture ritmiche complesse e atipiche che si aprono a uno sperimentalismo che non cede al freddo tecnicismo, riuscendo a coinvolgere, affascinare e stupire l’ascoltatore.
Un album che ha il pregio della reminiscenza ovvero la capacità di far riemergere, attraverso un complesso tessuto sonoro, ricordi sepolti nella memoria. Se alla filosofia preferite il cinema e, in particolare la serie di highlander, potete intendere reminiscenza come la facoltà di impadronirsi delle conoscenze dell’avversario sconfitto. In quest’ultimo caso possiamo affermare che i generi classici del rock convivono nel sound dei Io Monade Stanca ma in forma… evoluta.
I nove brani scorrono veloci, uno conseguenza dell’altro e tutti legati da un sottile filo conduttore che è, azzardo, la voglia stessa di suonare.
A impreziosire un album già interessante, e a testimonianza del fatto che si tratti di una delle migliori produzioni del 2013, c’è la partecipazione di Xabier Iriondo e… non aggiungo altro per non cadere nella retorica.
Prima di lasciarvi consiglio di far vostra l’edizione in vinile sia perché l’artwork è di elegante fattura, sia perché i disegni svelano un po’ della filosofia che anima il gruppo ma… non rifletteteci troppo perché le copie sono solo 300 e tutte numerate a mano!

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