Recensioni

Moloch – Il Vangelo di Moloch

Fortunato Mannino

Album importate e profondo come pochi!

Continua e arriva al secondo atto il progetto artistico di Gianni Venturi e Lucien Moreau. Nel 2016 usciva Moloch e, a due anni di distanza, Il Vangelo di Moloch. Prima di entrare nel merito di questo nuovo album, dedico poche righe a questa divinità terribile, almeno per come ci viene descritta nella Bibbia e per come è entrata nell’immaginario collettivo. Una divinità che esigeva sacrifici umani, in modo particolare di bambini, i cui corpi ardevano e si consumavano nel ventre di una statua di bronzo, che il forte calore arrossava rendendola ancora più sinistra, mentre la gente intorno ballava e suonava per ingraziarsi il dio. L’unica perplessità, giusto che io spieghi quell’almeno, viene dal fatto che quasi tutte le religioni antiche prevedevano sacrifici di questo tipo ma… non è la sede per parlarne, Moloch è il cattivo e ne prendiamo atto.
A questo punto, se vi state facendo un’idea su quali saranno le tematiche e, soprattutto, se non avete ascoltato l’album precedente… fermatevi! Non ci sono sonorità metal né tantomeno l’esaltazione del male assoluto. Moloch esiste, è vero, e Gianni Venturi ce lo racconta nelle sue poesie – canzoni, ma ci ricorda anche che il mostro è tutt’altro che fantasia. Ci ricorda che il mostro è mutato assumendo nomi e atteggiamenti ben precisi: nei racconti e nelle storie antiche agghiaccia le nostre coscienze, nella realtà odierna affascina e condiziona le nostre vite più di quanto pensiamo. I versi lucidi e apparentemente deliranti, per il loro incedere e per le loro poetiche connessioni, di Manifesto, che non a caso apre l’album, ci raccontano di una società sempre più becera e aprono a tante tematiche. Il popolo ha voce e silenzio / il popolo è massa il popolo è branco / il mediocre non perdona chi non lo è / il verbo sapere alienato dal semplice godere / Consumare, consumare, consumare alimentare il giusto e santo desiderio di possedere … L’annientamento della coscienza, il delirio dell’ego, che ritornerà violento nei caustici versi di Selfie Ergo Sum, l’ignoranza e l’indifferenza che ci hanno impoveriti moralmente, eticamente e, questo meno consapevolmente, economicamente, sono alcuni dei volti di Moloch. Le presunte Verità che l’Occidente esporta con le bombe intelligenti, comprando governi e devastando immense aree del pianeta. Il capitalismo senza scrupoli che sta devastando l’ambiente. La corsa al nulla indispensabile che ci rende insetti simili agli insetti (F. Battiato). Un’ora e quindici minuti intensi durante i quali Gianni Venturi sferza una società sempre più abietta e miope e, contemporaneamente, invita a riscoprire la bellezza della Poesia e della Natura e, soprattutto, a ritrovare la dignità di popolo pensante. Ognuna delle quattordici composizioni andrebbe studiata, commentata e, soprattutto, nel silenzio delle coscienze, meditata.
Ad accompagnare le liriche, la Musica e i synth del poliedrico Lucien Moreau che, nella veste di regista, firma il video di Dinosauria (composizione ispirata alla poesia di C. Bukowski). Poesia, Musica, Cinema, Arti Visive convergono e si sublimano in un progetto che è tra i più interessanti e singolari del nostro panorama musicale. Ad impreziosire questo secondo atto, la voce e il canto di Debora Longini e il sax e il flauto di Emiliano Vernizzi.
Album importate e profondo come pochi!

About the author

Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi