Interviste

Mirko Jymi

Scritto da Fortunato Mannino

In Italia purtroppo si naviga nel buio, manca la cultura che non vedo più

Il periodo del lockdown è stato certamente uno dei più surreali degli ultimi settant’anni. Dall’oggi al domani le certezze del nostro quotidiano si sono sgretolate e ci siamo ritrovati confinati a casa a vivere le angosce, le paure e le mille difficoltà di un tempo sospeso. E le ferite rimaste sono tangibili sia nel tessuto sociale, sia nella psiche e nei comportamenti di ognuno di noi. Ricordo anche d’essermi illuso che libri, dischi e tecnologia avrebbero in qualche modo sopperito a un temporaneo isolamento, ma mi sbagliavo. Il temporaneo, infatti, si è trasformato, giustamente o ingiustamente ognuno la pensi come vuole, in un’emergenza permanente che ha soffocato i rapporti sociali. Tra le poche cose buone che salvo di quel periodo ci sono sicuramente gli edificanti incontri avuti con molti musicisti nelle piazze social. Uno di questi è stato con il polistrumentista Mirko Jymi. Sulle nostre pagine abbiamo presentato Planets, album uscito per il mercato brasiliano e che in questi giorni esce anche per quello italiano ma… Le novità non finiscono qui.

Ciao Mirko e benvenuto sul pulmino di SOund36.
Molti lettori hanno iniziato a conoscerti e ad apprezzare la tua musica attraverso la mia recensione di Planets. È giusto, dunque, che io ti chieda di parlarci un po’ di te e della tua visione della musica.
Salve a tutti mi fa molto piacere scrivere due righe con voi. Allora la mia passione per la musica inizia da adolescente: iniziai ad essere influenzato da quello che si ascoltava in casa con la mia famiglia, mio zio in primis, anche un po’ mio padre e mia madre. Iniziavo ad ascoltare il jazz, il Blues, Il Progressive, tra i molti vinili che c’erano in casa, e pian piano iniziai a coltivare la mia passione per la musica che non era solo limitata all’ascolto ma cominciava a stimolarmi con gli strumenti. Infatti, mi ricordo, acquistai la mia prima chitarra classica Yamaha e mi dilettavo tutti i giorni, dopo la scuola. Per poi passare alla chitarra elettrica ed al pianoforte per arrivare alle tastiere elettroniche. Ho iniziato da autodidatta e dopo qualche anno mi iscrissi ad una scuola di musica per perfezionare il mio stile musicale. Iniziai a frequentare vari locali dell’underground romano frequentati da molti artisti famosi. In seguito, conobbi due Amici che erano Enrico e Marco e iniziammo a frequentarci e a suonare insieme: avevamo più o meno la stessa passione per la musica. E così nacquero i The Trys. Iniziai a lavorare ad un album jazz funk fusion ma che poi fu messo da parte per divergenze musicali. Di entrambi. E quindi per molto tempo non ci siamo più frequentati. Solo dopo qualche tempo che va dal 1990 al 1991 abbiamo ripreso i contatti, perché io già avevo formato un’altra band che però non ebbe seguito. Quindi appena ritrovati con Enrico e Marco abbiamo pensato di iniziare a comporre un album tra Dark Prog Ambient strumentale che è Darkness del 1993, il nostro esordio sotto la scuderia della Cyclops record etichetta importante di quell’epoca. Iniziammo così diversi concerti tra Roma e varie parti d’Italia facendoci le ossa nei vari locali festival di musica progressive, spesso spalleggiando e aprendo concerti a gruppi affermati. Uno dei primi furono i PORCUPINE TREE anche loro non erano ancora affermati del tutto ma grazie a Radio Rock, che all’epoca spingeva molti gruppi sia stranieri che italiani. E quindi anche grazie a Radio Rock che noi come tanti gruppi dell’epoca si sono affermati. Nel 94 iniziammo le registrazioni del secondo album Distant Lands un Concept Album che uscì nel 95. Proprio alla fine delle registrazioni dell’album qualcosa non andava bene in noi tre. Ma abbiamo continuato la conclusione dell’album ed il tour promozionale. Dopodiché decisi di sciogliere la band per motivi interni di divergenze musicali. Nel 96 appunto chiusi il contratto con la Cyclops. Iniziai così la mia carriera solista, iniziai a fare molta ricerca sui vari strumenti: tastiere, chitarre Loops, Samples, Sequencers, sintetizzatori. E dedicarmi alla mia passione per la musica ambient, jazz, fusion sperimentale. Ho iniziato a collaborare con molti artisti internazionali, tra cui Allan Holdsworth, Alex Acuna, Sergio Mendes, Lyle Mays… fino ad arrivare negli anni 2000 con un bagaglio e molte esperienze musicali, al mio Progetto “Mirkojymimusicalproject” che nasce nel 2003 e si sviluppa in un album strumentale di ambient, Prog sperimentale. Uscito l’album autoprodotto da me, ho iniziato a suonare dal vivo per diversi anni per poi trasferirmi in Brasile ma non definitivamente. Questo accadde in seguito.

Planets è la colonna sonora perfetta per accompagnare la lettura di un buon libro di fantascienza, ma mi guarderei bene dal definirlo un album space-rock. È evidente, infatti, una composizione libera dal concetto di genere musicale. Come nasce l’idea di Planets e qual è la storia che si snoda attraverso i singoli brani?
Allora Planets nasce dalla mia passione per la musica ambient elettronica, che poi si fonde al Prog Rock alla Psychedelia al jazz rock fusion. Iniziai a pensare che era il momento di fare un album diverso da quelli che si facevano, e quindi arrivai ad una ispirazione un giorno che ero in spiaggia e c’era un cielo stellato, un vero incanto. Mi venne l’illuminazione di fare un album a concetto che parlasse dei pianeti, la cibernetica, forme aliene, un’ipotetica vita su Marte, il Gas è così via. Iniziai quindi a registrare delle parti di tastiere, chitarre, basso, batteria, chiamai due miei collaboratori musicisti molto in gamba brasiliani che hanno suonato con molti artisti internazionali, tra cui Sergio Mendes, Caetano Veloso e molti altri nel panorama musicale brasiliano. Nacque così il primo brano Gravitational Force che dà l’input a tutto l’album.

Un CD e un DVD inizialmente autoprodotti ma che, finalmente, arrivano in Italia. Quali sono le differenze tra un’edizione e l’altra?
Allora le differenze tra le due stampe sono: in pratica sono entrambe registrate con sistema analogico, la stampa italiana a differenza di quella Brasiliana contiene una nuova grafica del DVD curata da me dei video dell’album con 4 bonus track, Tribal Dance, Astronauts, e due mie performance live in studio. Nel cd audio con il nuovo master di Claudio Colombo (Pandora) ho aggiunto The Space Part 2, una mini-suite di 14 minuti.

Planets, pur essendo una novità per il mercato italiano, è anche storia, perché è già uscito il nuovo album: Moment of Reflection. Un album musicalmente molto diverso che dimostra la poliedricità del tuo approccio alla musica. Raccontaci come nasce l’idea di un album prog-rock e la storia che sta dietro Moment of Reflection.
Allora Moments Of Reflection nasce una sera che ero in studio e stavo fraseggiando al pianoforte, avendo molto materiale rimasto inedito dal Planets pensai di fare un Album Prog spaziando sempre tra ambient, jazz fusion. E così è nato Un EP che è appunto Moments Of Reflection.

Tu vivi da molto tempo in Brasile, ti chiedo: qual è la percezione che hai del panorama musicale italiano? E, viceversa, c’è qualche gruppo o artista brasiliano che noi italiani dovremmo conoscere?
Sì, vivo lì da ormai 14 anni. La percezione del panorama italiano è che in Italia purtroppo si naviga nel buio, manca la cultura che non vedo più. Ci sono molti artisti della mia generazione che apprezzo molto, che fanno musica innovativa con ricerca che purtroppo non vengono considerati e soprattutto fatti ascoltare e non gli viene dato spazio. Questo purtroppo è il mercato musicale italiano che sta facendo a parer mio male alla musica. Per quanto riguarda il panorama brasiliano, questo concetto è totalmente diverso, qua si dà spazio a band meno conosciute sponsorizzandole per farle emergere. Il Brasile è un universo musicale immenso, potremmo stare a parlare all’infinito. Tra Bossa Nova, Prog Rock, Jazz Rock, Psychedelia, Indie Etnic,… E via dicendo.
Consiglierei di approcciarsi alla musica brasiliana un passo alla volta. Band che consiglierei sono: O Terco, Som Nosso De Cada, Terreno Baldio… Band Fondamentali dei 70 alcune ancora attive, altre no.

Quando ci siamo sentiti in privato, mi hai confidato che i progetti a cui stai lavorando sono tanti. Cosa puoi dirci in merito?
Sì, allora intanto il 25 Febbraio 2022 è uscito il mio Doppio Album Ambient “Abyssal Depths”, un album che spazia tra ambient, Psychedelia, Indie, Etnic, con sfumature prog. La prima parte è incentrata sulle tastiere Moderne che ho inserito, sei per esattezza, la seconda parte ci sono quattro brani con la band elettrici ed altri suonati da me con i Loops, Samples, Effects, Sequencers Computer Programmings e varie tastiere.
Altri progetti che ho portato a termine sono: l’album che ho prodotto e arrangiato del mio carissimo amico Francesco Chiummento cantante flautista e liriche, insieme ad altri due fantastici musicisti che sono Paolo Ricca & Alex Catania.
Un altro progetto che sto facendo insieme al mio caro amico e grande Musicista” Alessandro Seravalle “che ammiro molto. Un album insieme che vede la passione di entrambi, per la musica ambient, Electronica, ricerca, sperimentazione, Psichedelia, jazz rock fusion. Ed infine sto lavorando ad un progetto con artisti brasiliani ed internazionali ad un Album di Bossa Nova, Jazz fusion, Latin jazz…

Ti vedremo in Italia per qualche concerto? Se la risposta è sì puoi anticiparci qualche data?
Già dall’uscita di Planets era previsto un tour in Italia ma poi, come sappiamo purtroppo dopo tutto quello che è successo, non si è potuto fare. Ma spero entro fine anno di poter suonare in Italia, mi sto organizzando per le date italiane. Il tour Dell’Abyssal Depths, album che parte dal Brasile… appena saranno aggiornate le date le inserirò sulla mia pagina Facebook MIRKOJYMIMUSICALPROJECT.

Grazie Mirko per la bella chiacchierata. Io mi fermo e qui e lascio a te l’ultima parola. Rivolgiti ai nostri lettori e aggiungi ciò che vuoi a questa intervista.
Grazie mille di cuore per la bellissima chiacchierata, un piacere immenso per me. Un abbraccio forte, a presto a risentirci con altre news.

Mirko Jymi

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Fortunato Mannino

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