Sound&Vision

Ministry @ Villa Ada

Bruno Pecchioli
Scritto da Bruno Pecchioli

La super band made in USA ha scatenato il pubblico romano in un tripudio di suoni sontuosi e luci ad effetto.

Gli ultimi fuochi dell’estate romana hanno visto calcare il palco di Villa Ada dai veri e propri portabandiera del movimento cyberpunk e cioè quei Ministry considerati, da sempre, la piu’ importante ed influente band industrial americana.
Giunti in Italia per proporre e promuovere il loro ultimo album intitolato “AmeriKKKant” (uscito il 9 marzo per mano della Nuclear Blast e con la partecipazione di Burton C. Bell dei Fear Factory), la super band made in USA ha scatenato il pubblico romano in un tripudio di suoni sontuosi e luci ad effetto.
“AmeriKKKant” è, per stessa ammissione del suo leader Allen Jourgensen, un disco pieno di rabbia. Un lavoro “crudo”, insomma. che colpisce subito forte chiunque lo ascolti, sia esso stesso un ascolto “live” come successo ieri sera a Villa Ada, che un fruire piu’ intimo e personale.
Lo stesso Allen ha voluto, fin quasi da subito, porre l’accento sulla questione politica americana dichiarando che, piu’ che essere un disco contro Trump, “AmeriKKKant” sia semma da intendersi come un lavoro che analizzi ed indaghi le reali motivazioni che hanno portato all’ elezione dell’attuale Presidenza.
La potenza sprigionata dal gruppo durante il concerto ha ben rappresentato la rabbia mai nascosta di Jurgensen e dei suoi. Una rabbia capace di opporsi con forza al dilagante pessimismo del popolo americano che, mai come ora, ci ha così svelato il suo lato piu’ cupo.
Insomma, l’altra faccia della medaglia di un popolo, sconosciuta a queste latitudini e che ora, freschi freschi della straordinaria performance dei Ministry, facciamo noi stessi fatica a concepire e soprattutto ad accettare.
Raccontare un concerto – questo concerto, anzi! – non è mai facile.
a cominciare dalla partenza super sprint dei ragazzi, sapientemente guidati dal carisma e dalla rabbiosa capacità di tenere il palco di Jourgensen che, fin da subito, ha calamitato sguardi, urla e sospiri della gente. Si, perchè Al sa come muoversi e come richiamare costantemente l’attenzione (e la tensione del pubblico) con gesti piu’ che eloquenti.
Openincg act per il bel post punk dei Grave Pleasures da Helsinki. Band che, superato l’abbandono del chitarrista Johan Goatspeed Snell e il conseguente cambio nome (da Beastmilk a Grave Pleasures, appunto), è ripartita di slancio con un nuovo disco di puro stampo post punk: “Motherblood”.

Articolo e Fotografie di Bruno Pecchioli

 

About the author

Bruno Pecchioli

Bruno Pecchioli

Bruno "Pek" Pecchioli. Romano per nascita e tradizione.
Fotografo per consapevolezza e necessità.
Viaggiatore periodico.
Ferocemente dipendente da ciò che meraviglia.
E la musica è meraviglia. Sempre. Until the end.

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