Recensioni

Mike 3rd – The War Is Not Over

Fortunato Mannino

un concept che invita a riflettere sull’inutilità della guerra ma anche sul grande potere che ha la propaganda.

La più eclatante manifestazione della stupidità umana è sicuramente la guerra. Un hobby a cui l’umanità si dedica fin dai suoi albori colorandolo di giustificazioni più o meno morali, più o meno religiose ma sempre biecamente economiche. Poco cambia, a dire il vero, visto che alcune dinamiche sono e restano uguali nel tempo. La parola mamma gridata, invocata, sussurrata negli istanti che precedono la morte. Le trepidanti attese che una comunicazione frantuma in pochi attimi trasformandole in dolore. Storie e vite interrotte raccontate da istantanee che ornano mobili polverosi. E poi il silenzio, eco frastuono di una follia collettiva.
Il 2015 è l’anno in cui si celebra l’anniversario dell’inizio della Grande Guerra, della prima grande tragedia della modernità. Si ricorda il sacrifico di soldati, di uomini, di ragazzi, i cui nomi ormai anonimi sono scolpiti su steli  e monumenti che gridano ancora vendetta per quello che è successo, per quello che è successo dopo, per quello che sta succedendo oggi. Inutili morti, inutili sacrifici fatti per governanti di nazioni che, ancora oggi, sistematicamente e scientificamente, seminano odio in nome del dio denaro! Inutili morti, inutili sacrifici fatti per un’idea che rima con follia.
La Musica, quella con la emme maiuscola, ha da sempre nelle sue corde la tematica della pace e anche per questa occasione non mancano dischi di grande spessore. Uno di questi è The War Is Not Over di Mike 3rd, artista che con il suo elegantissimo In The Woods ha occupato un posto nelle nostre personali classifiche di fine anno.
The War Is Not Over è un progetto intenso e intimo che non solo ricorda quelle vite regalate barbaramente e vergognosamente all’Orco (regno dei morti nella mitologia greca n.d.r.), ma pone una riflessione più ampia sul senso, ammesso che vi sia, della guerra. Un progetto che ha radici lontane ma che ha trovato ora il momento e l’humus giusto per realizzare la propria forma e dimensione. Un progetto che, non casualmente, ha avuto il patrocinio della Regione Veneto e del Comune di Carmignano Di Brenta (PD).
Il suono cristallino e artisti del calibro di Tony Levin e Pat Mastelotto (John Lennon, Pink Floyd, Peter Gabriel, King Crimson), il batterista tedesco Benny Greb e tanti tanti talenti italiani, sono gli elementi che accomunano quest’album al precedente.
Per il resto i ventuno brani, undici intervallati da dieci marce per essere precisi, hanno, come giusto che sia, una loro identità peculiare. Si tratta di un concept che invita a riflettere sull’inutilità della guerra ma anche sul grande potere che ha la propaganda.

About the author

Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi