Recensioni

Michele Cristoforetti – Muoviti

Stefano Rossoni
Scritto da Stefano Rossoni

Michele Crisotoforetti: con Maurizio Solieri e con un gran gusto di POP

Il nuovo disco di Michele Cristoforetti si intitola “Muoviti” ed ha dalla sua l’effige di fabbrica di origine controllata del bel pop all’italiana che non ha pretese se non quella di fare bella la melodia cantata. Ma Cristoforetti, cantautore trentino che da anni sta sulla scena partendo dalle cover di stampo rock fino alle prime esperienze con inediti e diverse pubblicazioni all’attivo, oggi presenta questo cofanetto di preziosi momenti personali, esperienze e riflessioni come nella suggestiva traccia dal titolo “Il mio tempo” di cui troviamo in rete un bel video montato, semplice ma efficace.
Dentro l’ascolto di un sound pulito e mai presuntuoso anche due bellissimi omaggi, che forse non ci saremmo aspettati – altro momento che sancisce crescita e rinnovamento e dimostra come mai nulla è da dare per scontato. Parliamo della celebre “La storia siamo noi” di De Gregori e “Gente Metropolitana” di Pierangelo Bertoli…e un ascolto su Soundcloud ci regala anche una versione LIVE in studio di quest’ultimo brano che tradisce sicuramente un approccio rock…lo stesso rock che ha scritto capitoli interi della formazione di Cristoforetti, lo stesso rock che timidamente fa capolino in ciascuna delle tracce. E parlando di rock, appunto, chiudiamo con la menzione di merito firmata dalla featuring con il grande Maurizio Solieri: nel singolo estivo “Sigaro Cubano”, celebrativo di gioia e – a mio modo di percepirlo – riappropriazione della propria coscienza di essere libero e pieno di vita – il nostro ospita uno dei pilastri della chitarra rock italiana per confezionare un sound e un video che, nonostante le facili cartucce da sparare, resta fedele e coerente alla scrittura di tutto il lavoro…di se stesso soprattutto.
“Muoviti” non è un disco che non rivoluziona gli ascolti, neanche un lavoro che contiene qualcosa di eterno che stupisce e incanta. Ma di sicuro è un album il cui percorso e la cui scrittura spiega a pieno quanto sia bello il concetto di umiltà, semplicità e onestà intellettuale…la stessa che lo rende coerente dalla prima all’ultima traccia.

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