Recensioni

Metamorfosi – Purgatorio

Fortunato Mannino

Sono passati tanti anni ma il gruppo non ha perso né in creatività né le sue peculiarità.

Le radici di questa trilogia dedicata / ispirata alla Commedia di Dante si perdono un po’ nelle nebbie del tempo. Torniamo dunque al 1973, quando viene pubblicato da i Metamorfosi il primo capitolo della trilogia. Inferno si caratterizza, come ovvio che sia, per le atmosfere cupe, le citazioni dantesche e la modernizzazione dei peccati capitali. Tra i dannati troviamo politicanti, razzisti e spacciatori, sfruttatori e non è difficile percepire anche una vena sarcastica che mira a colpire quell’Italietta bigotta e perbenista ancora ben visibile ai nostri giorni. L’album ottiene subito grande successo e proietta i Metemorfosi tra i grandi del prog sinfonico italiano. La voce di Davide Spitalieri, evocativa e lirica, si snoda sul tappeto sonoro che Enrico Olivieri realizza con la sua tastiera, peculiarità, queste, che li distinguono dagli altri gruppi coevi e che li rappresentano ancora oggi.
Ma la fortuna volta le spalle al gruppo quasi subito. I problemi della casa discografica a cui sono legati, infatti, travolgono anche il gruppo che, da lì a poco, si scioglierà e… qui finisce la prima parte della storia.
Le quotazioni del disco superano abbondantemente i mille euro, il mondo cambia, il Prog ha il tempo di morire e resuscitare, le strade dei singoli musicisti si dividono e si rincrociano, edopo trentun anni, mese più mese meno, viene dato alle stampe Paradiso. Album che stupisce per la sua anacronistica bellezza e che dimostra che il gruppo rimarrà fedele al suo credo musicale. 
Nuova pausa, rigorosamente in corsivo, perché è dal 1995 che i Metamorfosi hanno un nucleo stabile di bravi musicisti, che ruota intorno alle due figure storiche, e arriviamo al 2016. Esce Purgatorio, ultimo capitolo della trilogia e, finalmente, il progetto arriva alla sua naturale conclusione. L’album rispecchia fedelmente sia le atmosfere, sospese tra sofferenza e fiduciosa attesa, sia il percorso dantesco attraverso le cornici: si apre in modo solenne con la recitazione dei memorabili versi danteschi, prosegue con l’incontro e l’alternarsi di figure penitenti, fino a giungere all’incontro con Beatrice e alla successiva ascensione. Sono passati tanti anni, ma possiamo dire che il gruppo non ha perso né in creatività né le sue peculiarità.
E, adesso che la trilogia è finita, non ci resta che seguirli durante le tappe dei loro concerti e godere appieno questa complessa opera musicale / teatrale.

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