Sound&Vision

Metal For Emergency 2018 – Filago (Bg)

Gigi Fratus
Scritto da Gigi Fratus

Waves in Autumn, Skeletoon, Sailing to nowhere, Bulldozer, Sepultura hanno celebrato la scena metal ed i suoi seguaci

Ospitati per il secondo anno consecutivo nella location del Filagosto, torna, in quel della pianura bergamasca, il festival metal per eccellenza. Fin dalle prime ore del pomeriggio i primi metallers fanno capolino nei pressi del palco e comunque all’interno della struttura magistralmente organizzata in quel di Filago.
L’onere ed onore di rompere il ghiaccio spetta agli orobici Waves in autumn, metalcore band distintasi quest’anno per il buon numero di live effettuati e sopratutto per la proposta musicale molto valida. La sezione ritmica non sbaglia un colpo e le chitarre si intrecciano con precisione, la voce, potente e decisa del frontman Davide Cavaioli fa il resto. Un’ottima partenza per il festival con una band che dovremo necessariamente tenere d’occhio nel prossimo futuro.
A proseguire le danze sono i liguri Skeletoon, una sorta di Anthrax primordiali, meno trashers ma con la stessa voglia di divertirsi che contraddistingueva la band di New York. Voce molto particolare quella di Tomi Fooler che va a pescare degli acuti non indifferenti. Si autonominano paladini del PowerNerdMetal e devo dire che la loro voglia di non prendersi troppo sul serio e di divertimento contagia il pubblico che comincia ad affollare le transenne. Vantano collaborazioni d’ eccezione, Jens Ludwig degli Edguy tra gli altri, ed un futuro garantito tra risate e buona musica.
È poi il turno dei romani Sailing to Nowhere, accompagnati per l’occasione da Chiara Tricarico (ex Temperance) come special guest. Devo riconoscere che il melodic metal non è tra i miei preferiti ma, al di là di ciò, la band , non pare impressionare i presenti sotto il palco, d’altronde loro pure in attesa di Bulldozer e Sepultura, fautori di un genere completamente differente. Sul palco c’è sintonia, i musicisti sono più che validi, ma il tutto risulta un po’ asettico, il continuo richiamare l’attenzione del pubblico attraverso l’interazione vocale con lo stesso lascia il tempo che trova. Ed i risultati non sono ottimali. Da rivedere nel contesto live.
Dopo un cambio di palco relativamente breve (grazie ai tecnici di Suonovivo e del MfE), il popolo del pogo si raduna accalcandosi dietro le transenne. E’ il momento dei Bulldozer, il combo milanese protagonista della storia del Metal Italico. Ac Wild e Andy Panigada sono quelli dei vecchi tempi e la devastazione sonora, in attese degli headliner ha inizio! I “vecchietti” nostrani aprono le danze con il trittico Ouverture/Neurodeliri seguita da IX e Ilona the very best… ed il pogo si scatena davanti al palco. Spontaneo e violento il giusto. Tra classici e pezzi più recenti i milanesi lasciano il segno, prima di cedere il passo ai brasiliani Sepultura ed imbarcarsi per il loro tour in Sudamerica.
Ed arriva, finalmente, l’ora dei Sepultura. La trash band di Belo Horizonte riesce a graffiare ed incendiare i fans arrivati da tutta italia e non solo. Derrick Green canta con tutta la rabbia che ha in corpo e si sente! Nello spazio antistante il palco il pogo è incessante e nemmeno la pioggia ferma lo show, almeno sino a quando non si scatena un temporale violentissimo che costringe la band a sospendere l’esibizione. Ma i metallers non indietreggiano di un passo ed incessantemente inneggiano ai loro beniamini, i quali nel backstage fanno capire che se ci saranno le condizioni minime per poter riprendere lo show non si tireranno indietro. Ed infatti dopo quasi un’ora di attesa, il palco si riaccende e la gente, rimasta sotto l’acqua per tutto il tempo esplode in un boato. E i Sepultura ripartono ancora più carichi portando a termine un concerto memorabile, tra vecchicavalli di battaglia e nuovi bravi. Il bill si è aperto con I am the Enemy ed il cerchio si chiude con Roots bloody Roots, passando attraverso Kairos, Choke, Machine messiah, Arise e tutte le altre.
Una festa che ancora una volta celebra la scena metal italiana ed i suoi seguaci. E nessuno, nemmeno il cielo ha potuto fermare l’avanzata dell’armata brasileira.

Articolo e Fotografie di Gigi Fratus

 

About the author

Gigi Fratus

Gigi Fratus

Nato a Seriate (Bg) nel 1969, due grandi Amori, mio figlio Mattia e la mia Morgana, un’Aprilia RSV del 2003.

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