A propos de Pop Corn

Il Meglio del 2016 per Fortunato Mannino (SOund36)

Fortunato Mannino

SOund36 vi presenta il meglio della musica del 2016, attraverso 5 PLAYLIST che spaziano dal mainstream agli emergenti passando per gli indipendenti. Insomma c’è n’è per tutti i gusti, gustatevele in questo inizio d’anno

E anche questo 2016 se n’è andato. Qualcuno dirà ‘per fortuna’, ma, a mio modesto parere, siamo stati un po’ più attenti alle sventure solo perché bisesto. La verità è che ci dobbiamo abituare all’idea che molti dei nostri miti hanno un’età e, per quanto dolga, la loro parabola umana finirà prima o poi. Se ne andranno, comunque sia, con la certezza di aver raggiunto l’immortalità in vita.
Il 2016 ha offerto album importanti e, per quanto sia restio a farlo, vorrei cominciare questa mia particolare classifica con due fuori quota: Pink Floyd e Nick CaveI primi ci hanno regalato The Early Years 1965-1972, box mastodontico (11 CD – 9 DVD – 8 Blue Ray -5 Vinili 7”) che ripercorre gli anni che vanno dalla formazione a Obscured By Clouds. Un lavoro storico / filologico imponente che, dopo più di mezzo secolo, permette ai fans di tutto il mondo di scoprire, apprezzare e godere appieno il passaggio dalla psichedelia al progressive. E che il 2016 sia stato un anno importante per i Pink Floyd lo testimonia anche la serie dei francobolli che la Royal Mail ha dedicato al gruppo. La stampa più preziosa, 3.000 pezzi numerati, è quella dedicata al decennale della morte di Syd Barrett.
Il secondo fuori quota è Nick Cave. Re Inchiostro ha da sempre esplorato e raccontato il lato più torbido dell’anima. Esperienze al limite, vissute più o meno coscientemente, che l’Arte ha trasformato in Poesia, Musica e Romanzi. Ma Skeleton Tree è diverso, ha in sé lo sgomento per un destino di cui non si è artefici e il vuoto inspiegabile e straziante che la morte di un figlio lascia nell’anima.
Se Pink Floyd e Nick Cave non si discutono perché ormai Storia della Musica, più discutibili saranno le mie dieci scelte ma… alla fine è questione di gusti. Sono tutti album che fanno parte della mia personale discografia; sono conscio che tanti altri avrebbero meritato una citazione ma… il gioco è questo e la Musica non ammette mediazioni di pensiero.

In strettissimo ordine alfabetico i miei dieci numeri uno:

1)  AgusaKatarsis il titolo è già un programma. Due suite lisergiche che non fanno che confermare quanto interessante e poco conosciuto sia il rock scandinavo. Elegantissime quanto limitate e numerate le versioni di quest’album. Il consiglio per gli amanti del genere è: affrettatevi!

1)  Tiziano Bianchi – Now And Then ottimo esordio per il trombettista reggiano che, contaminando con sapienza jazz, classica e ambient, regala all’ascoltatore un compagno elegante e discreto che l’accompagnerà lungo il sentiero del ricordo. Da gustare con un buon whiskey d’annata.

1)  Giovanni Dal Monte – Reforming the substance album di musica elettronica che conferma la straordinaria capacità di Giovanni Dal Monte di manipolare i suoni al fine di far scaturire dai meandri della memoria immagini e ricordi. Artista che meriterebbe anche in Italia la giusta considerazione.

1)  Massimiliano LaroccaUn Mistero Di Sogni Avverati. Connubio perfetto tra Poesia e Musica. Rivisitare musicalmente le poesie di Dino Campana nel rispetto della metrica originale non era facile e, senza dubbio, Massimiliano Larocca c’è riuscito perfettamente. Mi auguro vi sia un seguito.

1)  Massimiliano MartinesCiclo Di Lavaggio è il classico album che offre tanti spunti di riflessione. A volte sarcastico e cinico, altre decisamente introspettivo, altre fortemente poetico. Un racconto di quelli che sono i chiaroscuri del mondo che ci circonda.

1)  MeneguinnesA Chi Non Dorme album autoprodotto che mi ha colpito per la sua freschezza. È l’album che celebra la bellezza della vita e, nello stesso tempo, la sua precarietà. All’allegria del folk rock irlandese fanno da contraltare testi profondi. Da scoprire!

1)  Nicola PisuCanzoni da Solo. Album che conferma la straordinaria capacità di raccontare l’acre dolcezza dei sentimenti. Non a caso viene indicato come uno degli epigoni di Leonard Cohen. Artista da scoprire e valorizzare.

1)  Paul Roland – White Zombie album che riprende e continua quel progetto cinematografico / musicale iniziato con Hexen nel 2013. Progetto che consiste nel riscrivere nuove partiture / canzoni ispirate a film del cinema muto, in questo caso White Zombie (1932) di Victor Halperin. Ribadire la raffinatezza intellettuale e musicale di Paul Roland sarebbe pura retorica. I miei personali complimenti anche a Dark Companion Records per lo splendido lavoro che portano avanti.

1) Giovanni SollimaSonate di Terra e di Mare concept che celebra quel legame profondo che ognuno ha con la sua terra natia. Giovanni Sollima e i talentuosi artisti che ruotano attorno a lui ci raccontano una Sicilia inedita, quella che vive nel ricordo di ognuno. Un caleidoscopio d’immagini e colori raccontati attraverso la sublime commistione di sonorità classiche e avanguardistiche.

1)  Ulan BatorAbracadabra Amaury Cambuzat si conferma uno degli artisti più geniali e prolifici del nostro tempo. Abracadabra è un percorso mistico nel quale Cambuzat ci offre la sua visione del mondo. Semplicemente fantastico ma… è già in pre-order il nuovo album!

About the author

Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

1 Commento

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi