Interviste

Matinée, Intervista

Serena Zavatta
Scritto da Serena Zavatta

Ci siamo liberati definitivamente dal pensiero di fare ciò che si ascolta in giro e facciamo semplicemente quello che ci piace

SOund36 incontra la band teatina, composta da Alfredo Ioannone, Luigi Tiberio, Giuseppe Cantoli e Alessio Palizzi, che da anni ha base in Inghilterra; in occasione del loro concerto in Piazza Valignani a Chieti, proprio a casa loro.
Più che un’intervista vera e propria, quello con Alfredo Ioannone e Luigi Tiberio dei Matinée, è stato un interessante scambio di opinioni sulle differenze di concepire ed approcciarsi alla musica tra l’Italia e l’Inghilterra.

Com’è cambiata la vostra maniera di fare musica da quando siete partiti? Come lo spostamento vi ha contaminati?
La contaminazione è inevitabile, l’Inghilterra è instancabile, c’è musica ovunque, c’è spazio per le idee e per realizzarle, e allo stesso tempo questa vastità di possibilità fa sì che le persone siano più esigenti, se non gli piace la tua musica non hanno che da uscire ed entrare nel prossimo club. Questo atteggiamento ti spinge comunque a sperimentare, noi non l’avremmo mai immaginato, invece abbiamo cominciato a giocare con l’elettronica, sarà forse che stiamo invecchiando…

Nel 2016 avete già fatto uscire due singoli da cui si evince questa differenza nella vostra musica, come avete preannunciato; cosa dobbiamo aspettarci dopo Empty e Satellite (ft Pier Ferrantini)?
Un disco SBAMBINIZZATO, questo vi dovete aspettare, e che uscirà (speriamo) per primavera 2017. Io (Alfredo) ho ritirato fuori tutti i miei dischi anni ’80, Alessio invece ha cominciato anche a comporre.
(Luigi) Ci siamo liberati definitivamente dal pensiero di fare ciò che si ascolta in giro e facciamo semplicemente quello che ci piace, questa è una differenza enorme e speriamo che il pubblico la recepisca. Satellite, il singolo uscito il 7 ottobre, che vede la collaborazione con Pier Ferrantini dei Velvet, è stato per noi molto importante, anche per un evidente riavvicinamento con l’Italia, che però non ha ancora risposto come avremmo voluto; cosa che invece è accaduta in Germania, dove partiremo presto per un tour.

Avete notato differenza nella maniera di considerarvi dell’Italia dopo il vostro trasferimento e i successi ottenuti all’estero? Insomma, è vera questa cosa che se sentiamo che si è famosi fuori si vale di più?Assolutamente sì, cambia la stampa e cambia il pubblico, sembra che l’Italia abbia voglia sempre della stessa musica e ignori tutto il resto, ma quando poi cominci ad avere attenzione fuori dai confini di casa tua, allora si girano tutti a guardare, è un meccanismo strano e controproducente, che probabilmente non si limita solo alla musica…

Come avete pensato il live di questa sera?
Suonare a casa propria è sempre stupendo, (Alfredo) Chieti è per me una culla, un rifugio, sono da poco tornato a vivere in Italia e ci resterò per un po’, quindi mi sto godendo tutto il meglio che questo posto ha da offrirmi. Questa sera proporremo un po’ di tutto, dai nostri pezzi più vecchi fino agli ultimi arrivati, addirittura un inedito, Goldfish, che ti confesso essere il mio pezzo preferito da suonare live.

Qual è, oggi, l’obiettivo dei Matinée?
Non porsi questa domanda! Non c’è un traguardo da raggiungere nella nostra testa, c’è solo tanta, tantissima voglia di fare musica e di condivisione. Sicuramente abbiamo bisogno di tornare a fare nudo e crudo clubbing, tornare tra la gente, guardarla negli occhi, toccare con mano il riscontro che la nostra musica ha sulle persone e riempirci il cuore.

Ringrazio i Matinée per il tempo che mi hanno dedicato e ci diamo appuntamento dopo un paio d’ore, al loro concerto. Un live energico, che rivela tutta la genuinità di questi quattro ragazzi ancora in cerca di avventura, col cuore diviso in due tra la voglia di essere apprezzati un po’ di più in patria e quella di continuare ad esplorare tutto il resto.

Intervista di Serena Zavatta
Foto: Stefano Rossoni


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