Sound&Vision

Massimo Ranieri @ Teatro Politeama Genovese

Scritto da Roberto Cervini

Massimo Ranieri è un artista solare, sempre sorridente, disponibile ed umile, con una preparazione ed eleganza irraggiungibile

Nella splendida cornice del Teatro Politeama Genovese, stasera va di scena lo show di Massimo Ranieri intitolato “TUTTI I SOGNI ANCORA IN VOLO”, sottotitolo “…e continuano a volare”, ideato e scritto da Edoardo Falcone e Massimo Ranieri stesso. Si tratta di un’altra straordinaria avventura tra canto, recitazione, siparietti divertenti e racconti autobiografici che ne descrivono la prestigiosa carriera.
L’artista napoletano si presenta elegantissimo sul palco, in completo nero con giacca sfavillante di rimbalzi di luci, calzino e bretelle rosse, stile unico. L’apertura è con la canzone Lasciami dove ti pare e ad ogni canzone abbiamo un prologo che presenta la successiva o che, come detto pocanzi, racconta uno spaccato di vita, un aneddoto, uno sketch che rende piacevole la serata.
Per la canzone Se bruciasse la città Massimo Ranieri si leva la giacca, il pubblico si scalda, e la sezione fiati è davvero notevole e rende la canzone ancor più piacevole se mai ce ne fosse stato bisogno. Da sottolineare la parte atletica dell’artista sul palco, piegamenti sulle ginocchia, volteggi, da fare invidia a tutto il Teatro, il tempo per lui non sta passando. 
E’ ora il momento di un grande tributo a Giorgio Strehler e del racconto di uno dei suoi amori conosciuto a Milano durante delle serate a teatro nei primi anni 80; quindi, cambio vestito da record, in pochi secondi esce ed entra dal palco con un elegantissimo completo gessato nero, ed ecco Pigliate ‘na pastiglia, versione America anni 30, divertentissima.
A metà spettacolo pausa di quindici/venti minuti, quando si riapre il sipario la band suona O Sarracino e Ranieri appare sdraiato sul pianoforte tra lo stupore generale del pubblico che all’inizio non si accorge della presenza del cantante adagiato sul piano. Passiamo poi ad un altro pezzo incredibile, Erba di casa mia, la reazione del pubblico è da pelle d’oca per partecipazione.
Ora è il momento di Quello che si dice, canzone del 1969 di Charles Aznavour, splendido omaggio al musicista francese di origini armene;  poi vogliamo segnalare un curioso racconto di biografia delle origini, quando, ancora minorenne e prima si essere Massimo Ranieri, si faceva chiamare Gianni Rock, primo nome d’arte che si era dato Giovanni Calone, vero nome. Per sua stessa ammissioni di rock non c’era molto e quindi la cosa non funzionò. In una riunione dei discografici dell’epoca si propose per l’appunto Ranieri, come il Principe, ma per nome si propose dapprima Pasquale, poi Alfio e anche Peppino, tutte assonanze che non convinsero. Massimo Ranieri fu l’ispirazione di un ennesimo tentativo, funzionò e partì l’incredibile carriera che sappiamo.
Tutto questo è il preludio alla canzone Torero, da incorniciare il duetto dei due sax. Con Rose rosse canta tutto il Politeama, come giusto che sia, e a fine esibizione alcune signore del pubblico portano per l’appunto rose rosse ed un cappello per Massimo che ricambia con un bacio a bordo palco per tutte e tre. Bel momento di condivisione e disponibilità per il suo pubblico da parte di Ranieri.
Il successivo pezzo è Asini, canzone più moderna, stacco perfetto per il momento, poi un’altra parte teatrale che eleva il pubblico ad eroi; sì, eroi, perché questa sera sono usciti anziché stare a casa sul divano con il telecomando in mano; qui si vuole rimarcare la brutta abitudine dei nostri tempi di fare un po’ fatica ad interagire e tendere a “rifugiarsi” a casa tra tv e telefonino. Il tutto funge da introduzione a Lettera di là dal mare, altro brano recente vincitore del Premio della critica a Sanremo 2022.
Siamo a fine show, doppio colpo per il pubblico presente in questo clamoroso sold out, Vent’anni e poi Perdere l’amore. Voto 10, ovazione generale.
Si chiude il sipario e subito il pubblico, ormai in piedi a bordo palco, acclama a gran voce per i bis di rito; Massimo non si fa attendere, eccolo con una splendida giacca bianca e cappello, tutto perfetto per Tu vuo’ fa’ l’americano in un divertente arrangiamento funky, quindi  la chiusura è per Anema e core in dialetto napoletano. Così si chiude un concerto lungo, quasi tre ore, questo show  conferma che Massimo Ranieri è un artista solare, sempre sorridente, disponibile ed umile, con una preparazione ed eleganza irraggiungibile.

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Roberto Cervini

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