Recensioni

Massimiliano Larocca – Un Mistero di sogni Avverati

Fortunato Mannino

Quaranta meravigliosi minuti di Musica e Poesia

Pace non cerco, guerra non sopporto con questi due versi potremmo riassumere la tormentata parabola umana di Dino Campana. Una vita segnata da quel male oscuro che, ai tempi, era facile catalogare alla voce follia. Una vita errabonda alla ricerca di un equilibrio mai trovato e pregna di un’umanità sfiorata e mirabilmente rappresentata nei suoi versi. Una vita da braccato, di prigioniero in quei lager chiamati manicomi nei quali, in molti casi, si rinchiudeva anche la genialità.
Le sue poesie sono malinconici affreschi del suo errare. La malinconia del ricordo intride la realtà dei luoghi, delle persone tratteggiate nella loro quotidiana solitudine, degli amori tormentati o consumati fugacemente nei bassifondi delle città.
Vi starete chiedendo, ed è normale che sia così, il perché scrivo di Dino Campana. Il motivo è che giorno 11 uscirà uno di quei dischi che definire perfetti è riduttivo. Uno di quegli album che non può e non deve mancare nelle migliori discografie. Porta la firma di Massimiliano Larocca che dà voce e colore a tredici poesie del poeta di Marradi. Un Mistero di sogni Avverati rappresenta la conclusione di un progetto iniziato nel 2001, anno in cui, autoprodotto, usciva Massimiliano Larocca canta Dino Campana. Dal 2001 sono passati ben quindici anni e tanti successi, ma l’idea di dare forma compiuta a quell’amore verso la poesia di Campana non è mai tramontata.
L’album, che attinge a piene mani dal folk rock, è impreziosito della partecipazione di artisti del calibro di Hugo Race, Cesare Basile, Nada, Riccardo Tesi, Antonio Gramentieri e Diego Sapignoli, membri dei Sacri Cuori.
L’album si apre con Une Petite Promenade Du Poète, brano che ci proietta, immediatamente, in quelle che sono le tematiche predominanti delle poesie di Campana. Un vagabondaggio notturno tra i vicoli e gli odori di una Firenze animata da prostitute e ubriachi. Figure che si muovono nelle penombre e che condividono con il poeta l’amore fugace e il vino. Ma l’Amore in Campana ha anche sfumature più dolorose, come nella poesia In Un Momento che segna la fine della tormentata storia d’amore con Sibilla Aleramo. Questo è il brano che, forse non a caso, chiude l’album.
Le poesie sono tratte dai Canti Orfici e vengono riproposte, così come sono state pensate dal poeta, nel pieno rispetto del testo e della metrica. Il risultato, mi ripeto, sono quaranta meravigliosi minuti di Musica e Poesia.
A mio modesto parere è uno degli album più belli dell’ultimo decennio.

 

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