Recensioni

Massimiliano Génot e Emanuele Sartoris – Totentanz – Evocazioni Lisztiane

Offre la possibilità di apprezzare una nuova, più ampia, più moderna versione dell’opera di Franz Liszt e l’abilità del duo Génot Sartoris è stato quello di non tradirne lo spirito.

Non esiste al mondo emozione più drammatica e violenta dell’incontro con la morte. È il destino ineluttabile di ogni forma di vita nonché la sua paura atavica. È un pensiero che si cerca di esorcizzare in ogni modo, ma che intimamente ci accompagna sempre. Un evento naturale ma, come per ogni cosa, anche il rapporto con la morte è mutato nel tempo, perché il progresso scientifico e tecnologico, l’elevato tenore di vita, l’accesso alla cultura, l’assenza o quasi di guerre e pandemie nel mondo occidentale hanno notevolmente spostato in avanti la speranza di vita. Fatto indubbiamente positivo, ciò che ieri era un traguardo oggi è seconda giovinezza, ma ha anche generato in molti l’idea della relatività del Tempo che scorre. Fermare il Tempo, esorcizzare l’idea stessa di una fine ha inchiodato la società occidentale ad un eterno presente e ad una materialità becera.
Gli unici che possono definirsi immortali, con buona pace di molti personaggi imbarazzanti, sono gli Artisti e i Poeti, che con le ore opere, a distanza anche di millenni, raccontano i chiaroscuri dei sentimenti, non ultimi quelli legati alla morte, che albergano nell’animo umano.
Ecco che il disco che presento oggi, anche in virtù dell’esperienza pandemica, è qualcosa di più di un’Opera d’Arte.
Totentanz – Evocazioni Lisztiane, album che porta le illustri firme di Massimiliano Génot e Emanuele Sartoris, possiamo considerarlo sotto tanti punti di vista come una sorta di ponte ideale tra passato e presente.
Il primo e più evidente motivo della mia affermazione è proprio nella riproposizione di una delle opere più complesse e affascinanti del compositore ungherese Franz Liszt. L’opera pensata per pianoforte e orchestra è stata composta tra il 1834 e 1859 ma, come tutte le opere del compositore, spesso è stata rivista e modificata nel corso del tempo. Riproporla oggi in tutta la sua complessità e solo per pianoforte significa non solo ascoltare un disco stupendo e magistralmente suonato, ma rispettare quella che era l’idea del Maestro di considerare un’opera sempre in fieri.
Non è un caso che Totentanz – Evocazioni Lisztiane sia stato realizzato con il sostegno della Fondazione Istituto Liszt Onlus, non è un caso che le note introduttive siano firmate da Paolo Fresu e Rossana Dalmonte della Fondazione Istituto Liszt e non è neanche un caso che i grandi media nazionali e internazionali siano rimasti affascinati da questo disco. La sensibilità e la tecnica di Massimiliano Génot e Emanuele Sartoris è talmente elevata che è difficile che il disco non venga segnalato tra i più intriganti di questo 2020.
L’altro elemento, l’ho accennato più volte prima, è nel titolo stesso: la traduzione di Totentanz è Danza Macabra. Opera che ha le sue radici compositive nel Dies Irae, sequenza medievale attribuita a Tommaso da Celano e all’affresco per il Camposanto monumentale di Pisa di Buonamico Buffalmacco raffigurante il Trionfo della Morte.
L’opera, dunque, offre anche la possibilità di rispolverare qualche pagina di quell’immenso patrimonio artistico e letterario del nostro paese. Offre anche un momento di riflessione, in un periodo in cui le nostre certezze sono messe a dura prova da un nemico invisibile e, ricordiamolo, la cosa non succedeva da secoli. Offre, soprattutto, la possibilità di apprezzare una nuova, più ampia, più moderna versione dell’opera di Franz Liszt e l’abilità del duo Génot Sartoris è stato quello di non tradirne lo spirito.
Prima di chiudere permettetemi di ringraziare pubblicamente Emanuele Sartoris per avermi fatto dono in anteprima del CD e di ricordare che un album così importante non poteva non uscire che per un’etichetta prestigiosa come la Dodicilune Edizioni Discografiche & Musicali.

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Massimiliano Génot
Emanuele Sartoris
Dodicilune Edizioni Discografiche & Musicali
Fondazione Istituto Liszt Onlus
BlueArt Promotion
Rosario Moreno

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Fortunato Mannino

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