Sound&Vision

Mario Biondi a Torino per i vent’anni di This is what you are

Scritto da Marco Vitrotto

Il tour del crooner siciliano fa tappa al teatro Colosseo di Torino. Molto Jazz nei 24 brani in scaletta. L’articolo e la foto gallery.

This is what you are.

Era il 2006 quando usci il suo primo singolo. Pensato per il mercato giapponese, ebbe un buon successo nel Regno Unito per poi esplodere anche in Italia. Nello stesso anno esce il primo album Handful of Soul. Per festeggiare il ventennale di This is what you are, un tour in tutt’Italia di una trentina di date, appena iniziato. Una tappa al teatro Colosseo di Torino, con la sua magica acustica, non poteva mancare.

Il concerto.

Oltre due ore di grande soul-jazz, dove la voce profonda, roca e potente di Mario Biondi incanta la platea gremita e partecipe. Ventiquattro brani del suo repertorio e non solo, con qualche accenno all’ultimo lavoro Prova d’autore, il primo (quasi) tutto in italiano. Tra gli encore una versione di Smooth Operator di Sade, davvero tutta da godere, da un estremo all’altro delle tonalità vocali umane. Chiacchiera ed interagisce molto con il pubblico, racconta aneddoti, pezzi di storia della musica. Da Burt Bacharach a Battisti-Mogol, ogni spunto è buono per incantare Torino. Riempie un palcoscenico già ben occupato dai suoi sette musicisti. Battute, mimica, pause sapienti, più che una prova d’autore direi una prova d’attore

 

La band.

Grande musica, grandi musicisti. Sul palco con Mario alla voce: Massimo Greco (polistrumentista), i fratelli gemelli Matteo (tromba) e Giovanni Cutello (sassofono), Ameen Saleem (basso), Devid Florio (percussioni, chitarra e flauto) e David Haynes (batteria). Ospite d’eccezione Antonio Faraò al pianoforte. Mario da loro grande spazio, lasciandogli la scena più volte per delle esecuzioni strumentali. Fiducia ben riposta, e ricambiata con performances di alto valore che a parer mio hanno dato alla serata un valore aggiunto. Mario Biondi li paragona agli Earth, Wind & Fire di Maurice White. Già, proprio così maestro!

Un ringraziamento particolare a Friends & Partners ed a Cocchi Ballaria per la consueta squisita collaborazione.

 

https://www.mariobiondi.it/

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About the author

Marco Vitrotto

Fotografo dall'età di 16 anni, per un po' ho fatto da aiuto per cerimonie varie, così da pagarmi l'hobby. Molto BN, sviluppo/stampa poi dia etc.
I primi concerti nella seconda metà degli anni '80 e fino alla seconda dei '90, poi tutt'altro lavoro e foto quasi esclusivamente in viaggio.
Da un paio d'anni ho ripreso, rinnovato il set-up e nuovamente concerti. La colpa è tutta di Guido Harari!!!
Ho visto una sua mostra l'anno scorso e ho capito che la sindrome di Stendhal esiste davvero...

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