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Maria Gadù @ Auditorium Parco Della Musica

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Scritto da Paola Varricchio

Il live non delude le alte aspettative, la cantautrice paulista ripercorre la sua carriera e omaggia grandi artisti

Sono passati nove anni dall’uscita del suo primo, omonimo album e dal singolo che l’ha resa famosa e che nessuno ha dimenticato, ed eccola impegnata in un tour che attraversa diverse città italiane, a ricordarci, e in molti casi a farci scoprire, il volto e l’anima di un grande talento della musica brasiliana.
Si chiama “Pelle”, il tour che ha portato Maria Gadù in Italia, facendo tappa all’Auditorium Parco Della Musica di Roma, sabato 18 novembre.
Classe 1986 e talento da vendere, apprezzata e affiancata da grandi cantautori della musica brasiliana tra cui Caetano Veloso, uno dei primi a credere nelle sue qualità e a collaborare con lei.
Cantante e chitarrista eccezionale, la Gadù ha scelto di solcare i palchi italiani da sola, voce e chitarra.
“Depois de mais de uma década, faço essa deliciosa tour munida apenas guitarra e violão. A solidão no palco, as canções em suas formas nuas e cruas, o improviso. Lembrando meus tempos de barzinho, tocadora de rua, violeira da noite. Bora se divertir!”
La solitudine sul palco, le canzoni nella loro forma nuda e cruda, l’improvvisazione, è la stessa Gadù a dichiarare il suo bisogno di tornare all’essenziale, di salire sul palco da sola, con la chitarra e sorseggiando un bicchiere di vino, di tornare ai tempi in cui suonava nei baretti, in strada, di notte.
Il live non delude le alte aspettative, la cantautrice paulista ripercorre la sua carriera e omaggia grandi artisti tra cui lo stesso Veloso, il grande Chico Buarque, Beth Carvalho, Marisa Monte.
Bellissima l’interpretazione di Ne me quitte pas, mentre un momento molto intenso è dedicato all’interpretazione di A me ricordi il mare, di Daniele Silvestri, di cui Maria Gadù rivela di essere grande stimatrice. A tal proposito racconta di essere stata invitata in una trasmissione in Italia e di essersi rifiutata di andarci perché lei voleva suonare un suo pezzo, Laranja, e un pezzo di Daniele Silvestri, mentre le si chiedeva tassativamente che si esibisse in Shimbalaiê escludendo Silvestri.
Non rinnega le sue origini, e la canzone con cui tutto è cominciato e che l’ha resa famosa ma afferma e dimostra di avere tanto altro da dire, da raccontare, da condividere, frutto di anni preziosi, di collaborazioni importanti.
In ogni caso è proprio con Shimbalaiê che Maria Gadù saluta il pubblico dell’Auditorium, chiudendo una bellissima serata.
Speriamo di avere presto occasione di risentirla.

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Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

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