Recensioni

Marchesi Scamorza – Hypnophonia

Fortunato Mannino

I Marchesi Scamorza ci confermano quanto sia interessante la scena Prog italiana

Spesso nelle mie ultime recensioni ho proposto album i cui confini sonori sono al di fuori di una vera e propria catalogazione. Album sperimentali indissolubilmente legati sia all’estro e all’ispirazione dei gruppi sia alla predisposizione dell’ascoltatore a mettere in gioco le proprie certezze. L’album che presento oggi, invece, si muove nel solco della migliore tradizione Prog italiana, ma non per questo è meno intrigante. Anzi, ripercorrere sentieri già battuti, riuscire a proporre qualcosa di nuovo e interessante è forse anche più difficile. L’impresa è riuscita ai Marchesi Scamorza con il loro secondo album. Hypnophonia, titolo di evidente matrice greca, richiama con forza il potere evocativo del suono e della poesia. Figure che sembrano riemergere dal chiaroscuro dei sogni e dei ricordi, paesaggi lontani nello spazio-tempo attorno ai quali la Musica colora le atmosfere.
L’album si apre, forse non casualmente, con 1348, brano dal sapore epico e dai molteplici riferimenti storici: la grande peste che decima la popolazione europea, ma anche l’inizio della stesura del Decameron di Boccaccio. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che Decameron è anche un interessante progetto che coinvolge i migliori gruppi della scena Prog e che ha come scopo quello di raccontare le novelle e i personaggi delle novelle di Boccaccio. I Marchesi Scamorza hanno dato il loro contributo con il brano, da qui la non casualità, Teodoro l’Armeno. L’apice di un album coinvolgente, raffinato e decisamente ben strutturato, è costituito, indubbiamente, dalle due lunghe suite: Il Cammino Delle Luci Erranti e La Via Del Sognatore. Quaranta minuti di grande musica che ci confermano quanto sia interessante la scena Prog italiana.
Che Hypnophonia non sia frutto del caso lo dimostrano altri due aspetti che, però, l’ascoltatore percepisce solo indirettamente. Innanzitutto il tempo trascorso dall’album d’esordio. Un album così ben curato ha bisogno di tempo e non può essere frutto del momento. Lode ai Marchesi, dunque, che hanno saputo attendere e maturare esperienze e sonorità. Il secondo aspetto è l’eccellente resa sonora del cd che esalta il lavoro fatto. Ottima, dunque, la scelta di registrare in analogico da Mike 3rd al Prosdocimi studio.

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