Recensioni

Ma De Do Po @ Theremin Live Club

Il ritorno dei “cattivi ragazzi”

Il Management del Dolore Post-Operatorio ha fatto tappa il 19 maggio 2017 al Theremin Live Club di Massa, data del loro tour  “Un Incubo Stupendo”.
C’è chi li ricorda per l’esibizione-scandalo sul palco del Concertone del Primo Maggio nel 2013 (durante il quale hanno innalzato un preservativo come fosse un’ostia) e chi, invece, ha storto il naso ascoltando l’esplicita ed irriverente “Pornobisogno”. Quel che è certo è che i Management del Dolore Post-Operatorio sanno come far parlare di sé.
Niente di strano se si pensa che questa formazione abruzzese, capitanata da Luca Romagnoli e Marco ‘Diniz’ Di Nardo, viaggia sulla scia di quelle band rock-indie-punk per le quali la provocazione è d’obbligo.
Ora sono tornati con “Un incubo stupendo”, il nuovo disco in uscita a marzo, realizzato con il contributo della band teramana I.MURI, anticipato a novembre dal primo estratto “Naufragando” cui ha fatto seguito a gennaio il singolo che dà il titolo all’album.
Se in passato avete apprezzato il linguaggio diretto e trasgressivo dei  (questo l’acronimo con cui di solito si fa riferimento al gruppo), allora non c’è dubbio che di questo disco amerete lo stile di brani come “Esagerare sempre” o “Il mio corpo”. Ma, a dirla tutta, queste sono anche le tracce che convincono meno.
E questo perché i “cattivi ragazzi” sono cresciuti e la vera rivoluzione la fanno quando accantonano temi come sesso e libertà e ci parlano, senza fare sconti, delle emozioni e delle paure di chi si trova a vivere in questo nostro “tempo delle cose inutili”.
A dispetto di un sound che risulta forse un po’ convenzionale, i Ma De Do Po hanno trovato una nuova direzione più matura e consapevole. Da “Naufragando” a “Un incubo stupendo”, da “Una canzone d’odio” a “Marco il pazzo”, le canzoni più belle sono, insomma, quelle in cui ci raccontano della disillusione e della mancanza di punti fermi di una società vuota, come quella attuale, in cui gli unici appigli sono i sogni e i sentimenti.
Non a caso, sul loro profilo Facebook, la band ha accompagnato il lancio dell’album con una citazione tratta dal Don Chisciotte, il sognatore per eccellenza che cerca in tutti i modi di costruirsi una realtà alternativa.
Che piacciano o no, su una cosa di sicuro hanno ragione: “si può naufragare anche in una canzone e nei sentimenti che riesce a trasmettere. Ognuno di noi ha dei motivi del tutto personali per lasciarsi trasportare da questa marea…Siete pronti per la fine del mondo?”

Articolo di Claudia Leone
Foto: Sebastiano Bongi Tomà

Management del Dolore Post Operatorio @ Theremin Live, 19.5.2017

 

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Sebastiano Bongi Tomà

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