Recensioni

Management Del Dolore Post Operatorio – I Love You

Paolo Pavone
Scritto da Paolo Pavone

il loro testi sono attenti, calibrati e arrotati, nemmeno una virgola è messa a caso, mentre l’apparato musicale diventa una pompa meccanica che sputa fuori sentenze soniche veementi e sovversive

 

Con il terzo disco, spesso si capiscono molte cose di una band: l’identità, le sfumature più sottili, i limiti, ma soprattutto le intenzioni. Difatti, il tre, è un numero perfetto anche nella discografia per delineare quali sono i propositi veri di una formazione. C’è chi si accorge di aver spremuto tutto nelle ultime due release e che è forse giunto il momento di appendere le chitarre al chiodo, chi invece è orgoglioso di prendere atto che le cose da dire sono ancora tante e che quindi – potenzialmente – ci saranno capitoli fortunati a seguire.
I
Management del Dolore Post Operatorio, fanno parte della seconda categoria, ossia di quei musicisti – pochi a dire il vero – che pubblicano un disco pensando già a quello successivo. Sì, perché l’ansia comunicativa dei quattro musicisti lancianesi – guidati da Luca Romagnoli e prodotti da Giulio Ragno Favero per la Tempesta Dischi – è in continua espansione; il loro testi sono attenti, calibrati e arrotati, nemmeno una virgola è messa a caso, mentre l’apparato musicale diventa una pompa meccanica che sputa fuori sentenze soniche veementi e sovversive.
Questo nuovo capitolo della storia musicale dei
MaDeDoPo, nominato, I Love You (titolo ispirato dall’omonimo film del 1986 di Marco Ferreri) mostra – musicalmente – i denti, allontanandosi dal precedente capitolo – Mc Mao – concedendo bagliori distorti e ritmiche risonanti.
Un disco senza fronzoli che vuole arrivare dritto al punto, che lascia poco spazio a virtuosismi e che lancia messaggi impegnati in modo subdolo, ma efficace; un modo carino per indorare la pillola ai moralisti che ascolteranno (di nascosto) questo nuovo cofanetto storcendo il naso, ma alzando il volume, inevitabilmente.

About the author

Paolo Pavone

Paolo Pavone

Paolo Pavone, nasce in Italia, sparisce nel Regno Unito, ritorna - suo malgrado - per parlare e scrivere di musica.
Ama i libri, la Grecia, Zorba e il rebetiko. Non ama le altezze, le bassezze, l'incoerenza e scrivere biografie :)

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