Sound&Vision

Malika Ayane, concerto a Bardonecchia.

Scritto da Marco Vitrotto

Malika Ayane, eleganza e stile in alta quota.

Chesal 1805.

Un concerto di Malika Ayane alle due del pomeriggio, di martedì, è già particolare in sé, se poi si considera che siamo a quasi duemila metri e splende un magnifico sole di fine luglio, allora diventa una chicca.

Inserito nel programma di Borgate da vivo, manifestazione giunta alla decima edizione, il concerto di Malika Ayane sopra a Bardonecchia non è il primo da queste parti. Siamo a Chesal all’arrivo della seggiovia che parte da Melezet, una spianata con un panorama che riconcilia con il Mondo anche i più integralisti amanti del mare-spiaggia, tanta gente, un sole magnifico ed un ottimo punto ristoro…

 

Il concerto.

Lei esce in perfetto orario, il palco è molto basso, ma Malika svetta lo stesso e comincia la gara a colpi di stile, eleganza e bellezza, con le magnifiche montagne dell’alta val di Susa che ci circondano.

La voce rotonda e un po’ vibrata è inconfondibile, ed incanta subito le centinaia di persone salite fin quassù, sdraiate e rilassate nel grande prato di Chesal, a godersi questa sfida insolita ed affascinante.

Malika.

Sei album, innumerevoli collaborazioni, vari Sanremo, colonne sonore, programmi televisivi, singoli, cover, teatro, spot pubblicitari, che altro per descrivere questa artista poliedrica.

Nata al conservatorio di Milano studiando violoncello ed approdata giovanissima nel coro delle voci bianche, poi Caterina Caselli e la Sugar music e via verso le vette, per restare a tema.

Quasi un’ora e mezza di show con la band che l’accompagna, un quartetto di ottimi musicisti che seguono una scaletta che…non c’è; Malika decide di brano in brano cosa cantare, ispirata forse da questa piacevole brezza alpina, lo condivide con il pubblico e via, quattro colpi di bacchetta del batterista e si comincia.

Magnetica nei suoi acuti, quasi fragile nelle interpretazioni, Paolo Conte disse:

“Il colore di questa voce è un arancione scuro che sa di spezia amara e rara”, sarà un caso, ma l’arancione è il mio colore preferito, e Paolo Conte ha scritto molto per lei.

Finito, il pubblico scende a valle, felice per quello che ha vissuto, ma un po’ triste di lasciare un posto così bello e rimettersi in auto.

 

Il verdetto.

Allora chi l’ha vinta la sfida? Facile: tutti!

Malika con la sua voce “arancione”, la gente accorsa quassù per un momento di relax e grande musica, le montagne della val di Susa a far da teatro, Borgate dal vivo per aver organizzato un altro evento di grande livello regalandoci un pomeriggio davvero speciale.

(e chissà, chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui…).

https://www.malikaayane.com/

https://www.borgatedalvivo.it/

https://www.instagram.com/photomvphoto/

 

Un ringraziamento particolare a Clara dell’ufficio stampa di Borgate dal Vivo per la squisita collaborazione.

About the author

Marco Vitrotto

Fotografo dall'età di 16 anni, per un po' ho fatto da aiuto per cerimonie varie, così da pagarmi l'hobby. Molto BN, sviluppo/stampa poi dia etc.
I primi concerti nella seconda metà degli anni '80 e fino alla seconda dei '90, poi tutt'altro lavoro e foto quasi esclusivamente in viaggio.
Da un paio d'anni ho ripreso, rinnovato il set-up e nuovamente concerti. La colpa è tutta di Guido Harari!!!
Ho visto una sua mostra l'anno scorso e ho capito che la sindrome di Stendhal esiste davvero...

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